Il prima e il dopo di nome pancreatite

Quando a 38 anni stai veramente male di salute, per la prima volta bè, guardi il lato positivo e pensi di essere una persona fortunata.
Poi pensi ai calcoli di tanti anni prima ma in confronto a questa, il dolore come la gravità erano un NIENTE.

È ancora molto presto per capire se quanto accaduto ossa aprire nell'aria vita in prima ed un dopo da avere ripercussioni psicologiche di attitudine e atteggiamento verso la vita stessa, però di sicuro qualcosa è cambiato. Subito.
Quando lunedì in Val di Siusi mi esplode allo stomaco irradiandosi a tutta la parte frontale che va dai polmoni al basso ventre, un dire improvviso e lanciante da faticare a respirare, bè si...riprendi paura. Non sai se sia un infarto non sai se sia una crisi respiratoria non sai cosa sia e da dove parta così come non sai se finirà.
Sono stati attimi eterni. Vomito, tremiti, l'ambulanza che non arriva mai e forse pensi anche se non sai cosa sia...."sta volta non ce la faccio : sto troppo male".

Poi fotografie : l'ambulanza, i ragazzi che ti chiedono i documenti più importanti del mio malessere per il quale senza dottore "non possono fare nulla" e la corsa record a Bressanone, all'ospedale.
Un'attesa interminabile per una visita e antidolorifici dati con molto ritardo eccessiva parsimonia e relativo effetto.

Esito : PANCREATITE. Acuta, si spera, e non grave le cui conseguenze e tempistiche sarebbero ancora più lunghe ed impegnative.
Non dimenticherò mai il volto del dottore che mi prende in cura, il bravissimo Tony dal cognome crucco ed impronunciabile. Tu sei lì schienato dal male ma finalmente nel l'unico posto in cui vorresti essere ed invece di trovare in volto rassicurante trovi un viso preoccupato che mi dice "la PANCREATITE è una cosa molto seria, molto grave, non è uno scherzo". Ed io : "ma scusi....ma quindi rischio la vita?". "Sei qui e dobbiamo fare in modo non succeda, ok?".
Ma non ha escluso nulla e tu se prima di cagavi addosso ora ti stracaghi addosso.

Al di là dei filosofici e banali "perché o non perché" della vita, sembra uno scherzo.
Io, proprio io, cultore di una vita monacale fatta di lavoro casa alimentazione corretta e movimento, colpito proprio là dove solo le peggiori rock star maledette fatte di droghe alcool e schifezze varie di una vita, dovrebbero essere colpite.
E ancora io, filosofo di una vita non certo incentrata su ambizioni estreme, personalismi, sfide al limite dell'adrenalina, a ritrovarmi a valutare la vita stessa con quell'umiltà e semplicità che forse servirebbe più ad altri eterni insoddisfatti ed in cerca di mete effimere quanto irraggiungibili o mai godute.
Però, perché o non perché, è andata così.
E quest'anno mentre vedo tutti felicemente in ferie postare qualunque posto attraverso strameritate gioie e sorrisi, cammini di Santiago, ecc. io ho forse il panorama più indimenticabile per questa mia settimana ferragostina : (foto) #auguriatutti #godetevilavitaperchèèunattimo






..non lo dimenticherò mai amico mio...un milione di km per venirmi a trovare andata e ritorno Faenza Bressanone.....fatico a scrivere ciò che mi hai regalato. In quel momento un'emozione pazzesca.
Ricorderò per sempre quando entrasti da quella porta, il pianto. Non riuscivo a trattenere le lacrime. Di gioia per la felicità di averti lì ed allo steso tempo il dolore per averti fatto venire lì per questo, per me, le mie condizioni.

Mi hai regalato un pezzo di vita in più. Assieme. Dici poco?
Tra i giorni più brutti e belli allo stesso tempo.





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