Credo fermamente nell'importanza del "GRAZIE".
Il valore della gratitudine è troppo spesso stracciato dalla nostra società troppo, troppo egocentrica.
Che sia la sfera privata o professionale poco importa, mi fa proprio venire il "magone" ancora più che rabbia, quando, per una serie di episodi, compare la percezione di fare tanto e non ricevere nemmeno un "Grazie per quello che fai".
Mi chiedo ma il valore della gratitudine è così difficile da tenere alto?
E' così difficile dire "grazie"?
Non intendo il grazie per grandi imprese titaniche.
Intendo quella serie di tante, ma tantissime piccole cose che uno fa anche quando non è tenuto o obbligato a fare, ma che nel tempo non si sa come, viene in qualche modo "dato per assodato" faccia.
Una volta era "dai, grande, grazie" col tempo diventa un compito accollato che appunto non vale nemmeno più il tempo di un "grazie".
Io invece sostengo che a volte basti davvero poco, pochissimo.
Basta un grazie per capire che dall'altra parte SANNO e APPREZZANO il culo che ti fai e soprattutto ne DANNO VALORE e NON LO PERCEPISCONO COME SCONTATO.
Anzi, col tempo invece la risposta al mio "da farsi" è il "ok, hai fatto 875 cose ma la 876, la 877, la 878, ecc. ecc. ecc. dove sono????".
Finendo per guardare sempre e solo a ciò che manca ma non a quello che hai e che, se non lo avessi fatto, non ci sarebbe.
Questo vale per tutte le parti in causa e reciprocamente, sia chiaro.
Quando però accade questo le reazioni possono essere di tre tipi :
Ti incazzi come una bestia e mandi a cagare l'interlocutore che non si merita, allora, nemmeno un decimo di quanto fatto.
Fai finta di nulla, mandi giù il magone e vai avanti (e non è nel mio carattere).
Fai quello che non vorresti fare : lo stronzo. In pratica riduci drasticamente la disponibilità che potresti dare per vedere se dall'altra parte ci si accorge della differenza. Non è un finale al quale ambisco, ma è ampiamente nelle mie corde arrivarvi.
E tutto questo sarebbe evitabile con un semplicissimo "Grazie per quello che fai" .......pensa.
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