difficoltà

Svuotato.
Uscito tanto prima dal lavoro per un Giocathlon mai fatto.
Spiace molto vissuto così e spiace molto aver rinunciato ad una mezza giornata al lavoro per nulla. Periodo di vita così in cui sento molto il peso delle cose. Tanto.
E' un pò come se psicologicamente, giunto ai quasi 4 anni di vita vissuta attraverso Rebbie a tutto gas, senza pause ma tantissima intensità e frenesia, il tutto presenti un conto inesorabile.
Questo inverno è lunghissimo e probabilmente incide anche tanto.
E' come sentire una mancanza di libertà e “variazioni sul tema” che, ripeto, dopo 4 anni tutto sulla stessa corda mi pesano come pesano le rinunce ma, ripeto, la "monocorda" della vita in questo momento. Corri al mattino per portarle a scuola ed essere in tempo al lavoro, corri al lavoro (cioè sul lavoro), corri in pausa pranzo per fare qualcosa e non perdere un'occasione, corri uscito dal lavoro per non essere a casa troppo tardi....
,..e pensi: ma che cazzo di vita è questa? E pure....sono pure "fortunato"....
Ma la domanda è: essere fortunati ma non vivere la propria fortuna....è fortuna? :(

Tutto pare una rinuncia a qualcosa e tutto sembra vertire alla mancanza di tempo ed occasioni per godersi le cose che si hanno. Uno non vorrebbe nemmeno avere di più: vorrebbe poter vivere bene ciò che ha.
La dieta che mi fa rinunciare alle cose che mi piacciono è uno stress, il lavoro che è totale privazione di ciò che mi piace è uno stress, la sveglia alla mattina dove è tutta una corsa è uno stress, la corsa totale dentro ogni giorno lavorativo (alienante e frustante) è uno stress, uscire di fretta dal lavoro per andare a casa e rituffarsi nuovamente nell’unico ruolo che la vita mi impone ora (quello del babbo) cancellando totalmente ogni altro aspetto che non sia ad esso collegato e che non sia DOVERE DOVERE DOVERE al posto di “piacere”, è stress. Crollare la sera svuotato esausto e privo di energia senza nemmeno la forza di vedere un film un programma televisivo preferito leggere un libro .....è stress. La totale mancanza di una cazzo di valvola di sfogo e di evasione in questa vita di altri è enorme stress. Non avere a momenti nemmeno il tempo di gonfiare la ruota di una bicicletta è distruzione più che stress. Non andare al cinema da tremila anni è stress, non uscire una sera con un cazzo di amico per un caffè senza dover scombinare i piani esistenziali gestionali totali globali impulsivi e compulsivi è stress. Vivere come un panno sporco dentro una lavatrice che centrifuga tutti i giorni e non si ferma mai a godersi il perché delle cose è stress.
Non mi nascondo: in questo momento sono molto stanco. Non riesco ad avere lo slancio dei tempi migliori. Mi rendo conto che fatico persino a giocare la sera con Rebbie che è sempre stato un must della casa.
Spero arrivi presto la bella stagione e con lei un rinnovato entusiasmo accompagnato da piacevoli temperature, possibilità di uscire ed ore di vita almeno più lunghe di sera...

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