E' davvero singolare quanto la vita sia un costante incrocio di strade apparentemente lontane, lontanissime destinate forse un giorno ad incrociarsi non si sa per quale motivo e se c'è un motivo.
Soprattutto è singolare quando da un evento drammatico nasca il fiore di qualcosa di nuovo, forte e positivo.
Qualche mese fa, una ragazza dell'altra classe, viene investita da un camion mentre rientrava a casa col motorino.
E' una tragedia che sconvolge l'intero istituto.
Un pugno allo stomaco.
Io non la conosco bene, ma so chi è. E so soprattutto che era la ragazza di un suo compagno di classe con cui giocavo a calcetto, lì a scuola.
Luca Stanzani.
E' inevitabile, ma gli occhi di tutti sono su di lui. Che si ritrova così giovane a far fronte ad un dolore così ingiusto, un fardello e con un ruolo simile da sopportare.
Mi prometto di non rompergli le scatole, di evitare per primo tutte le banalità e le pesantezze che sta affrontando, le processioni i "come stai?", i "mi dispiace", ma non riesco a non andare da lui e parlargli.
Non so cosa ci diciamo, ma parliamo.
Fino a quel giorno io e Luca abbiamo sempre scherzato ma non c'è mai stata occasione di conoscerci molto. Io ero più amico di Niky e Emi ma semplicemente perchè lui stava sempre in classe con Debora e poche erano le occasioni per parlare.
Lui sempre posato, educato, composto. Anche troppo forse.
Da quel giorno il desiderio, la voglia di aiutarlo non mi lasciavano stare.
Ma credo che la mia voglia fosse pari soltanto alla dignità, alla forza ed alla maturità con cui Luca stava vivendo questo dolore : mi accorgevo che il merito della tanta cura che gli avrei voluto dare, era soltanto suo.
I discorsi che fa, il senso di responsabilità verso la famiglia di lei, l'apparente pacatezza ed equilibrio con cui vive questo momento mi conquistano totalmente e mi chiedo "come fa?"
Abbiamo 16, 17 anni, ma quando parlo con lui mi sembra di parlare non con un mio fratello maggiore, ma con mio padre. Lui è già un riferimento.
Siamo così diversi io e Luca ma così straordinariamente compatibili.
Forse per lui io sono la leggerezza, la spontaneità, l'estroverso, il cazzone che lo fa ridere, così come per me lui rappresenta l'equilibrio, la razionalità, l'intelligenza, la maturità pur essendo, tra l'altro, simpaticissimo e tutt'altro che orso, sia chiaro.
Da quel giorno siamo amici inseparabili.
Io lo seguirei ovunque. Darei un pezzo della mia vita per vederlo felice.
Perchè se la merita. E non merita di soffrire per questo motivo.
Per me qualunque cosa faccia Luca è degna di rispetto e considerazione.
Il mio desiderio di aiutarlo a stare bene e vederlo felice è totalmente ripagato dalla sua presenza e dalla sua amicizia.
Pur essendo in classi diverse, passiamo assieme metà della terza, e tutta la quarta : gite, occupazioni, stadio.
Lui è un attivista schieratissimo, con uno straordinario amore ed un'enorme passione per gli ideali in cui crede. Ed io non posso che supportarlo.
Soltanto la fede calcistica ci divide : essendo un bolognese doc, la sua fede non può che essere rossoblù.
Mi permetto di pubblicare una lettera per spiegare chi fosse Luca ad anni 17 :


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