Capitolo 32 - Questa è la mia casa

I post che ho inserito quest’anno sono in ordine cronologico.
Da questo momento in poi scriverò a dicembre un post riepilogativo che sintetizzi l’anno accaduto, le sue emozioni, le sue persone, mentre le foto e gli eventi che lo rappresentano giustamente inseriti nella data corrispondente alla realtà dell’evento.

Questo 2009 compio 32 anni.
Sono assieme a Barbara e la “semiconvivenza” vissuta nel suo dolcissimo monolocale in via Bentini, ci da la forza per spingerci oltre e decidere di andare a convivere.

E’ stato un anno vissuto molto intensamente tra noi due.
Siamo molto uniti ed io finalmente ho la percezione mai vissuta prima di avere a fianco una persona, e non di averla dietro o davanti : a fianco.
Ogni evento, dal più banale al più particolare è vissuto con la medesima partecipazione, la medesima sensazione.


Credo che con lei il senso di condivisione sia la cosa più bella ed importante, quello che fa la differenza e che si riversa, in positivo, in tutte le altre sfere del rapporto.
Questa affinità di base, questa visione della vita, delle priorità, la nostra progettualità e concretezza ci rende molto uniti oltre le nostre tante differenzi caratteriali.

Ma il bello è proprio questo : sento che la nostra diversità genera ricchezza, l’uno per l’altra. Sia il punto di interesse, fascino, attrazione, desiderio, necessità.
Quello è ciò che ci attrae e rende complementari, mentre ad unirci è ciò che sta sotto, ciò che sta alla base, al centro di noi, dei nostri singoli e diversi universi.

La nostra solidità di base, questa allineata visione della vita, questo senso di sacrificio e rispetto reciproco e per chi ci sta attorno, credo davvero ci faccia da traino permettendoci di superare le nostre belle ed importanti diversità.
Io sento ogni volta che con lei non mi devo spigare, non devo temere di non essere capito : io ogni volta so che lei sa.
So che lei sente quello che sento.
Perchè lo prova anche lei. E nello stesso modo.
Non ci sono dubbi. Non ho bisogno nemmeno di guardarla.
Lei sa quello che sto vivendo, a volte quasi telepaticamente.
Io grazie a lei non mi sento più solo. Non mi sento mai solo. Anche quando non siamo assieme.

Con lei il mio mondo è finalmente condiviso e per la prima volta sento di essere amato per quello che sono, capito al 100%, nei miei limiti come nei miei pregi.
Alcuna recita, alcun “cerco di pormi in un modo per colpire, stupire…”.
No : Oggi sono io.



Lei mi ha preso veramente sulla difensiva, all’angolo coi pugni chiusi e mi ha donato certezze.
Certezze che si può credere in un rapporto, in una donna, in una compagna, si può ed io... mi fido di te.



Basterebbero questi elementi per dire “sembra incredibile…ma l’ho trovata, è lei” ed invece mi piace per almeno altri quattro o cinque aspetti fondamentali ancora :




  1. Mi sa fa ridere : trovare l’ironia, quel goccio di follia, la battuta che non ti aspetti, la gag quasi fosse un mio “amico maschio”. Può sembrare impossibile anche per me ma io finalmente con una ragazza riesco ad essere me stesso e soprattutto….MI DIVERTO. Incredibile.
  2. Mi sa stupire : riesce a stupirmi sempre. Con tanti piccoli grandi pensieri, intuizioni, sa leggermi dentro e quindi facilmente “prevedermi”.
  3. Non è fighina : secondo me l’amore e l’ideale di compagna te lo crei in te, strada facendo. Diffido sempre molto di chi si fidanza da giovanissimo e si ferma a quella relazione. Facendo tutto con quella e solo quella compagna. Perché penso che ognuno di noi cambi a livello individuale, cambiano le esigenze, le priorità, il modo di essere e vedere la vita, le esigenze così come le aspettative. Di conseguenza come cambiamo noi, cambiano anche le “partner”. Cambia la coppia e spesso il percorso da intraprendere. Come individui, come coppia. Quindi mi chiedo sempre come faccia una coppia che si mette assieme a 15 anni, arrivati a 30 pensare che nulla sia cambiato nel frattempo. Lo credo impossibile. Io stesso sono cambiato un sacco. E tantissimo grazie a lei. Penso lei sia stata la chiave per aprirmi una porta che da solo non avrei mai aperto ed esplorato. Se uno ha il culo, il grandissimo culo, di trovare nell’altro/a la persona, il riferimento, in grado di farti fare il famoso “salto di qualità” che da solo non faresti, credo sia meraviglioso. Fino ad ora  riconosco in me una qualità, un solo campo di “intuizioni” : i rapporti umani. Credo, eccezioni a parte, di riuscire a vedere chiaro spesso nelle persone che ho davanti e per questo mi piace selezionare quelle che credo migliori di me. Credo i miei amici lo siano. Credo lei lo sia. Ed io ho bisogno di avere un riferimento migliore da seguire. Un riferimento. Ovviamente non nella totalità degli aspetti, ma migliore nei punti in cui penso di poter migliorare. Esssòttanti. Penso lei lo sia. Per certi aspetti ha davvero tanto da insegnarmi. Credo anche che se uno non si trova una fighetta “sfigata” come ce ne sono tante, soltanto una donna possibilmente “con le palle” ti possa prendere per mano e condurti a fare quell’upgrade che da solo, c’è poco da dire, per quanto bravo, non farei e non avrei mai fatto. Parlo di tanti aspetti della vita, del mio carattere, delle cose che faccio o farei. Un esempio : qualunque uomo, se non è la donna a fartene apprezzare il gesto, vorrebbe sposarsi? Quale uomo si alza la mattina dicendo “AAAAAAAAAAAAAAHHHH…sento quel prurito allo stomaco che mi fa spingere ad avere un anello al dito”. Siamo sinceri : nessuno che non sia magari di discendenza cattolicissima. Idem per costruire una famiglia. Se non è la donna a tirarti fuori il meglio, a metterti nelle condizioni di prendere in considerazione certi pensieri, da solo non li fai. Da solo sarei ancora quello, forse, di Marina di Ravenna, dei viaggi desperados, delle uscite tarde “all night long” : nonostante quel tipo di vita cominciasse comunque a presentare un prezzo di insoddisfazione ed inadeguatezza generale dovuta all’età, penso che forse senza lei, sarei ancora lì.… Penso lei mi abbia dato quella sensazione di affidabilità e sicurezza tale da potermi permettere di dire finalmente dopo mille tentativi falliti : “sei tu. Ed io ti do la responsabilità più grande : le chiavi del mio cuore. Vedi di farne buon uso…..” perché la delusione, sta volta sarebbe senza ritorno.
  4. Ha pochi fronzolini, pippine, schizzonagginerie, paura di sporcarsi le mani, indecisioni. Si pensa, si decide, si va. Lei ha pochi grilli per la testa e le idee chiare, chiarissime. Io la volevo così. A me piace così. Dovessi decidere tutto io a me scoppierebbe la testa. Mi romperebbe proprio. Sarebbe faticoso e noioso.
  5. Lei non ha le mie stesse paure : è un caterpillar ma allo stesso tempo incredibilmente fragile e ipersensibile in quelle cose dove io invece vado con la faccia da minkione. Quando vive male una cosa il suo stomaco va in pezzi per cose che a me fanno il solletico, però fa cose che a me costerebbero l’esaurimento nervoso. Diciamo che non si mette i problemi che mi metto io nell’affrontare certe cose (anzi mi aiuta a superarli), almeno quanto io, forse inconsciamente, l’aiuto a colmare le sue debolezze. Un equilibrio straordinario. Sottile o enorme non lo so, ma perfetto.
  6. Il senso materno : mi fa impazzire. Lei protegge. Ha quelle mille sttenzioni e dolcezze che mi fanno abbandonare. Ed io, per come sono fatto, ci sguazzo. E’ il mio abitat naturale. A me proprio piace. Ne sento il bisogno. Lei per me è la “casa”.
  7. Cucina da Dio e questo è un’ulteriore prova per il mio spirito perchè devo sforzarmi a farla cucinare il meno possibile altrimenti manderebbe in fumo il mio lucidissimo addominale che nell’arco di un anno si intravede si e no circa una ventina di giorni, ma per quei 20 giorni non ci vivo gli altri 345 con una dieta da folle…
E’ una persona cui posso aprire il mio cuore e fidarmi ciecamente ma anche appoggiarmi. Lei è veramente una roccia su cui appigliarsi in un momento di disperazione.







Lei prende la mia vita, il mio mondo interiore e lo ribalta. Parecchio.

Ed io non solo glielo lascio fare, ma godo, sto bene nel lasciarglielo fare.
Finalmente anche io posso dire “sto bene”.

Dopo aver tifato, sperato, cercato di aiutare in tutti i modi i miei amici in difficoltà sentimentale, ora, forse, è davvero arrivato anche il mio turno.
Dopo 32 anni di ricerca, forse, me lo merito anche io.

Credo che questo mio profondo cambiamento interiore ed appagamento emotivo abbia comportato inevitabili ripercussioni sullo stile di vita che affrontavo in precedenza.
Esempi banali : ero sempre quello in ritardo, spettinato, vestito male, ero un po’ un gatto randagio, quello che andava a letto tardi col televisore acceso e si alzava la mattina all’ultimo secondo lottando col marcatempo fantozziano fino all’ultimo secondo : 










Lei “mi mette a posto” : mi alzo in tempo per fare tutto (presto quindi…..), vado a letto presto, butto via le scarpe vecchie, le magliette bucate e nel tempo i mie capelli cominciano ad avere un taglio decente.
Un equilibrio interiore che credo si rovesci anche fuori.

Certo, questa mutazione forse all’esterno e/o da qualcuno non è capita e magari apprezzata (spero di certo non sia invidiata...) o forse almeno in questo primo periodo è talmente forte da essere eccessiva, ma di questo aspetto mi prendo tutte le responsabilità perchè lei ed io non creiamo tra noi un rapporto fatto di rinunce o tabù tipo “non vedere questo, non vedere quello, non fare tardi” ecc.
Ogni cosa che succede, io voglio sia così. Quindi se per caso sbaglio o ho sbagliato con qualcuno, ho sbagliato io. Senza farlo apposta, senza volerlo, senza volere ferire nessuno. Ma se capita, è di certo per colpa mia.

Semplicemente cambia la vita ed io sicuramente, in parte, cambio con lei.
Non nego una virgola di quanto fatto fino ad ora, ma di certo un cambiamento forte c’è e credo si possa definire in una parola : responsabilità.
Responsabilità che quando si è in 2 tiene conto di tanti aspetti, ancor prima dei sentimenti prima che delle azioni o delle gesta.

Io credo molto che quando una persona si fida di te o ti voglia bene, tu ne sia responsabile, di quello che vive di quello che prova e di conseguenza tu ti debba regolare.

E’ per questo, e solo per questo che commetto un’incredibile ingenuità, l’unica nei suoi confronti.
Proprio per risparmiare un inutile dolore, o un’inutile fraintendimento, un inutile malessere e disagio, le mento su un argomento.

E’ e sarà l’unica, stupida, evitabilissima bugia che però avrà l’effetto opposto alle mie intenzioni. Tac.
“Bravo, bella lì, ben fatto”, mi dico.
Da un casino che non ha il minimo motivo per diventare quello che poi è diventato, scoppia una bomba atomica ed io (e non solo) mi trovo a pagare un prezzo enorme per una sciocchezza.

A dire il vero è un po’ una mia caratteristica. Io son sempre stato quello che a scuola non copiava mai, l’unica volta che lo faccio, mi beccano e fustigano.
Sono quello che fa sempre i limiti di velocità, l’unica volta che non lo faccio c’è un tutor grande come una casa pronto a massacrarmi e seguirmi fino a casa.
Insomma io ogni minima stronzata la pago sempre. E carissima.
In questo sono sgamato “0”.
In giro c’è gente che fa il teppista di professione e la fa sempre franca, mentre io per ogni micro minchiata vengo puntualmente crocifisso.
Però sta volta mi secca tanto.
Perché l’oggetto della cosa è nullo, potevo evitarlo assolutamente ed invece sbaglio, faccio soffrire Barbara (e non solo), rischio di allontanare lei (e non solo) per una cagata ed io mi ritrovo a dover pagare una pena assurda per l’oggetto della questione : “bravo, veramente bravo. Sei forte Andre! Bravo MINKIONE!”.
E’ come rubare le caramelle ad un bambino e finire in ergastolo.
Voglio dire, ok, uno sbaglia ed è giusto anche che paghi, ma non va mai dimenticato l’oggetto della questione, e l’oggetto della medesima è vicino allo zero.

Tra l’altro mi scocciano troppo le conseguenze che ne derivano, il fatto che io mi debba sentire come la persona che in tutta una vita non ho mai dimostrato di essere : uno sporco bugiardo.
Ho sempre rispettato tutti, figuriamoci Barbara.
Lei è in assoluto l’amore più grande e completo che abbia mai avuto, lo rispetto ogni singolo giorno e chi mi conosce lo sa, mi impegno, le sono strafedele nei fatti come nella mente (quando in giro c’è gente che…..vabbè…lasciamo perdere….), rispetto ed onoro l’impegno preso con lei, credo di essermi anche caricato sulle spalle il ruolo di zio molto e molto stramoltissimo presente, anche più del dovuto (cosa per nulla scontata…) ed io mi macchio di un’ingenuità incredibile, simile a quella di Pavel in semifinale di Champions League, simile a quella di Zidane in finale di Coppa del Mondo con l’Italia che con una testata passa da serial killer lui che è sempre stato l’emblema della correttezza…
Sì è vero, uno sbaglia, per carità, però è anche vero che bisognerebbe capire il movente, il motivo, di certe azioni e dare ad esse comunque una pena “adeguata”, una multa proporzionale alla cosa.

E se c’è una cosa che io non ho MAI e dico MAI fatto, è avere un fine, un obiettivo losco dietro le mie azioni.
Non sono mai stato un doppiogioschista.
Ho mentito? Ho sbagliato?
Ok, vero, chiedo scusa infinitamente ma l’ho fatto per non alimentare un inutile sospetto e non certo per crearlo.

Ho pestato una merda. Però, giuro…..si parla veramente del niente.

Le ho fatto male proprio per non volergliene fare e per questo pago (e non solo io) un prezzo enorme quanto assurdo.
Tra l’altro, ribadisco l’amo con tutto l’amore che posso, lo dimostro ogni istante della mia vita e dobbiamo stare lì a discutere per sta str….a e soprattutto, con quello che faccio, dico, penso, dimostro, mi devo sentire additato per sta cosa qua?

Spero, forse ingenuamente, il tempo possa semplicemente ridare alle cose il giusto peso e che si possa veramente andare oltre.
Molto oltre.
Perchè se ci si ferma davanti al nulla, il rapporto stesso forse, vale nulla.
Mi prometto che non commetterò più la stessa ingenuità e per lei farò una rinuncia importante.
Che sento assurda, eccessiva, inutile per l'entità della cosa, ma rinuncerò a ciò che, almeno ora, le crea disagio.

Detto questo, motivi “seri” per avere conflitti non ne abbiamo.
L’anno trascorso assieme è bellissimo, intenso, facciamo un sacco di cose e decidiamo di sistemare la casa della mia nonna.
Una casa a cui io sono estremamente affezionato ma che una volta scomparsa la mia nonna non pensavo di riuscire a vivere più.
Per me era talmente piena, ricca, zeppa di lei, della sua essenza che non riuscivo ad accettare di prenderne il suo posto.
Quella era casa sua. Era la sua. Era lei.
L’ipotesi più immediata, appena scomparsa Elea, era di venderla e ricavarci l’utile da investire in altro.
Poi smaltito il colpo iniziale si faceva strada in me sempre più il legame e la difficoltà nel pensare di vendere quella casa che tanto mia nonna mi avrebbe voluto lasciare.

Così ho deciso di investire, con Barbara, su di lei.
E’ stato buffo, quasi paradossale cominciare ad andare in giro per prevenitivi, mobili, geometri, architetti, verniciatori, pavimentisti, con la piantina su carta e Barbara al mio fianco senza che lei…..avesse mai visto la casa!

Già perché in quel periodo la casa era ancora data in affitto ad inquilini marocchini ma eccellenti (al contrario di quanti molto potrebbero ipotizzare) ed ancora non ne avevamo libero accesso.

Nel momento in cui riuscii ad entrare ed a farla vedere a lei ed a Marco di Forme Nuove, credo l’amore di tutti, del progettista come di Barbara e me, fu a prima vista.
Nonostante ci fosse tanto da fare, risistemare ed arredare, ne avevamo già una visione finale. Senza saperlo lei era già la nostra casina.

Quest’anno io e Barbara abbiamo girato un sacco per trovare il negozio di arredamento che facesse al caso nostro.
Ne abbiamo visti, girati, valutati un sacco in lungo ed in largo, ma quando siamo andati da Forme Nuove non abbiamo avuto dubbi sul tipo di servizio che ci serviva e che ci avrebbe garantito.

In quel periodo di giri prevalentemente il sabato mattina, una colonna sonora su tutte ce lo fa e farà per sempre ricordare perchè mentre noi stavamo andando in giro per il nostro futuro, c’era chi aveva appena perso il proprio presente :












Quello che è accaduto il resto dell’anno, è visibile negli altri post e a dicembre dopo patimenti, desideri, impegni, col cuore pieno d’amore ed entusiasmo entriamo nella nostra casina per festeggiare un romanticissimo capodanno in due : indimenticabile.





La Juventus 2008-2009 vive un'altra stagione piuttosto turbolenta.

Comincio a pensare che la Juve abbia vinto tutto nel periodo in cui non avevo l'amore e che da quando invece l'ho trovato, la Vecchia Signora, forse ingelosita, mi abbia voltato le spalle : un disastro!
Vi prego...non chiedetemi di scegliere! ;)

E' sorretta soltanto dalla forza dei campioni della "vecchia guardia" ma la nuova società di Cobolli, Secco e soprattutto Blanc sembra più vivere d'improvissazione che di strategia reale.

Non sembrano in grado di creare un ambiente coeso ed in grado di difendersi nè all'interno che all'esterno.
Se prima i rigori o gli episodi dubbi potevano essere a favore nostro, ora non ci danno nemmeno quanto è sotto la luce del sole.
La Juventus continua a pagare una Calciopoli che sembra infinita.
Ma soprattutto pur finendo la stagione seconda in classifica dietro l'odiata Inter, da l'impressione di essere battibile sempre comunque da chiunque anche in casa, dove la Juve "vera" ha sempre intimorito e demolito gli avversari.

L'ambiente è debole, si incrina qualcosa e Ranieri nonostante il secondo posto viene esonerato : anche questo è un segnale per una società che non ha mai fatto come l'Inter, cioè una girandola di allenatori anche nell'arco della stessa stagione.

Ecco, sì. purtroppo in questo momento noi più che la Juve sembriamo "la nuova Inter" : zero progetti, zero piani vincenti, tante spese inutili, società e tecnico separati, spaccature, deboli dentro e fuori.









La nuova stagione 2009-2010 comincia con Ciro Ferrara in panchina, tecnico giovane, inesperto, che accetta solo per amore della Juve l'incarico e con i sonori e dispendiosi acquisti Diego e Felipe Melo.
Secco annuncia : "con Felipe Melo sarà scudetto................."... : vedremo..crediamoci...mha!




Come si può vedere nel post, noi andiamo comunque a vederne il ritiro estivo :











La mia dada mi fa un regalo.
Me ne fa tanti. Tante sorprese.
E questa mi riempie il cuore.
Semplice come l'amore, come ogni cosa che c'è di più profondo.

Con l'entusiasmo di un ragazzino scarto il pacchetto ed accolgo un libro che divoro e mi commuove dalla prima all'ultima riga.

Perchè "lui" lo sento proprio come il mio compagno di scuola che ha inseguito un sogno, l'ha voluto ci ha creduto ed evidentemente ha avuto i numeri e la ragione per credervi.


La trama di "Le ali sotto i piedi"


Alzi la mano chi, da adolescente, non è mai stato costretto da un amico con la passione della musica ad ascoltare centinaia di volte un suo pezzo inedito o ad assistere a ogni sua esibizione pubblica: alla fine non c'era passaggio di accordi che non conosceste a memoria, imprevisto che non foste in grado di prevedere. E voi sempre lì, sotto il palco. Con uno sguardo complice rivolto all'insù e la convinzione che se lui ce l'avesse fatta, per un indefinibile riflesso, parte di quella vittoria sarebbe stata anche vostra.

Cesare Cremonini, bolognese fino al midollo, è sempre stato "quello sul palco" sin da quando, undici anni e tanta voglia di libertà, era costretto a esibirsi al pianoforte di casa davanti agli amici dei genitori. In questo libro sincero, ironico e commovente, ci racconta il suo percorso, che ha il sapore di una piccola fiaba moderna, con tutte le sue magie. La scoperta della musica grazie a due miti baffuti - suor Ignazia e Freddie Mercury -, la nascita quasi miracolosa delle canzoni, la lotta per realizzare i propri sogni quando tutti spingono perché il ragazzo metta la testa a posto. E poi i momenti difficili, i guai, le sofferenze. Fino all'incontro importante, quello che darà una svolta alla storia. E il ragazzo bolognese, incredulo ma più determinato che mai, a soli diciannove anni, si ritroverà a volare in vetta alle classifiche, con ai piedi le stesse ali che, in sella a una Vespa, lo continuano a portare sui colli della sua città.


Commento 29 maggio 2009Le ali sotto i piedi è un libro 'fantastico'....che racconta la realizzazione di un sogno di un ragazzo normale,davvero bello p.s.:gli ultimi capitoli( 16-17-18 ) sono stati scritti con troppa fretta
Commento 18 maggio 2009Lindo!
Commento 14 maggio 2009

Una parola solo: sorpresa. Questo libro è una vera sorpresa.
Non dico altro perchè credo ognuno abbia il diritto di farsi l'idea giusta.
Perchè solo leggendolo si realizza che avevavo un'idea molto diversa di questo artista.






Il 15 luglio "la mia cuginetta" (sarebbe di mio padre ma io gliel'ho "rubata") Ilaria di Mantova ci ospita nella sua splendida dimora ed assistiamo ad un concerto veramente indimenticabile in un contesto indimenticabile :







Altri momenti dell'anno in foto. Genova :








Mio compleanno nella casina di via Bentini :



Ferrara :















Povia :





Per non dimenticare



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