Sono da Norma, la mamma di mia zia Angela e sto accorciando un paio di pantaloni quando arriva il secondo messaggio “Bè, non mi rispondi neanche?”.
Era Barbara, una ragazza conosciuta ormai almeno 3 anni prima mentre gestiva il ristorante “La conca verde” a Fontanelice.
Era l'estate del 2005 se non erro e vi andai con Grancho e Foschi una mattina d’estate per fare la solita vita da “vitelloni”.
All’ora di pranzo per stare leggeri e tornare in piscina io e Grancho andammo al ristorante adiacente la piscina e trovammo una cameriera molto sprintosa, dalla battuta facile e con un bel sedere.
Solite gags tra noi tre e ci lasciamo convincere a prendere un bel tris di minestre. Leggero, ideale per tornare in acqua subito dopo.
Tra l’altro io ed il Grancho avevamo una gag che faceva da filo conduttore di tutte le nostre gite di quel periodo : ogni volta che si usciva per mangiare qualcosa non riuscivamo MAI a prendere una cosa che volevamo prendere perché il cameriere vuoi perché eravamo in troppi (io, lui e gli obiettori per esempio) o perché "quello sì ma ti propongo l’altro", o perché non era abbastanza tipico, alla fine ci rifilava sempre l’inaspettato (e il più delle volte…non ci piaceva!).
Sta volta, almeno, il tris da lei proposto (e fatto) era ottimo.
Poi pago e le chiedo il numero di telefono che non mi da perché fidanzata ma scherzando mi dice che se torno su almeno altre 10 volte a mangiare, lo avrò.
Scherza, scherziamo, ma la sera stessa mi vado a riprendere Grancho da casa e torniamo su alla Conca.
Quando mi vede arrivare, credo pensi “ma questo è scemo”.
Esordisco con : “mi avevi detto che con 10 volte, mi davi il tuo numero…bè..sono ancora indietro ma intanto questa è la seconda e ti prego di prenderne nota”.
Io lei e Grancho ci andiamo così a prendere un gelato, lei abbandona un attimo il telefono in macchina mentre chiude la Conca, io lo prendo, mi faccio uno squillo e cancello la chiamata effettuata dal suo cellulare : ho il suo numero! ;) E vai! ;)
Io ho sempre fatto l’asino provandoci sempre tra il serio e il faceto ma con simpatia e credo, altrettanta delicatezza.
Lei è sempre stata brava e rispettosissima del suo fidanzato di allora e nulla accadde.
Pare lei abbia ricevuto e letto la mia mail sull’addominale (vedi post dedicato).
Pare io le abbia strappato un sorriso proprio mentre è un diluvio di lacrime davanti al monitor perché si è appena lasciata dal suo fidanzato.
E per questo, chi la vedeva in ufficio sorridere tra le lacrime le ha detto “hei…ma chi è in grado di farti sorridere così proprio ora, tra un fazzoletto e l’altro?”.
Lei “ma... è uno che ho conosciuto anni fa, che fa l’asino e manda ste mail in giro….ora ha l’addominale e scrive tutta una serie di robe….”
La collega : “se ti fa ridere, devi subito scrivergli : esci subito con lui. Ti farà solo bene!”
Lei : “ma dai….è una vita che non lo sento, non so nemmeno come sia messo con chi stia, cosa faccia….bho…”.
Perché ricevere un messaggio da una ragazza che non senti da una vita è sintomo di una sola cosa : si è mollata dal tipo e ha bisogno di un “chiodo scaccia chiodo”.
“mi spiace” penso “ho già fatto da pungiball una volta, mi è bastato ed avanzato”.
Sarei stupido a rifare gli stessi errori.
Non imparare dalle esperienze è un delitto. E’ stupidità. Un suicidio.
Anche se credo altrettanto sinceramente non sia giusto un’altra paghi per la “stronzaggine” altrui. Escluderla a priori non è nemmeno troppo intelligente.
Voglio essere libero. Nella testa e nel cuore ma soprattutto non voglio che lei pensi di potermi “usare” per dimenticare la sua storia appena chiusa.
Anche se non lo facesse volontariamente, potrebbe accadere.
Ed io non lo potrei accettare quindi preferisco essere cinico, come non sono nella mia natura, restare lucido e non lasciare troppi spiragli.
Così sarà.
L’affinità c’è, ma ci diamo appuntamento al rientro dalle ferie, succeda quel che succeda prima, durante, dopo.
Il viaggio è stato un’avventura a tal punto che, vissuta con Tonno e Foschi, resterà per sempre una poesia.
Credo lei possa capire.
Sentire quello che c’è oltre le mie parole.
Per la prima volta in assoluto quello che sento di vivere dentro, nel mio cuore, nello stomaco, nella mente, è incredibilmente percepito e vissuto dall’altra parte.
E’ come se per la prima volta sentissi di essere sulla stessa frequenza, sulla stessa lunghezza d’onda.
E’ il segreto di quella condivisone che fino ad ora mi è sempre mancata.
Qui il muro che divide sempre due persone, non c'è : guardo e la vedo dall'altra parte.
Stimare una persona così tanto è davvero bello anche se a me non serve superwoman : a me basta una donna che sappia fare ed essere donna.
Vedere in una donna un possibile riferimento è quello che mi è sempre mancato.
Io voglio vedere dall’altra parte una migliore di me o almeno migliore in quegli aspetti dove io sono peggiore. E viceversa.
Ho sempre pensato così dei miei amici, li ho scelti tutti migliori di me nelle cose in cui io non lo ero proprio per vedere in loro un riferimento.
Fosse anche solo per un solo motivo. Ma quello, ci deve essere.
E con lei, con la "mia lei" deve essere la stessa cosa. Non l'ho mai trovato prima e questo scambio porterà entrambi ad una crescita ed a cercare nell’altro l’appoggio di cui necessita nei punti di debolezza.
Uno la forza dell'altro.
Vive tutto sempre al massimo, tutto perfetto, non deve deludere mai nulla e nessuno.
Da tanto in tutto almeno quanto tanto poi si aspetta di ricevere in termini di rapporto e soddisfazione.
Mette tanto amore in ogni sua scelta.
Tanta passione in ciò che fa.
Mette la sua vita in ciò che fa.
Lei non lavora mai per "la carriera" ma per le persone per cui lo fa e la passione del suo stesso lavoro.
Soprattutto per me che mi ritengo un cazzone di prima categoria in certe cose.
Voglio dire : io fino ad ora ho vissuto per i miei amici, le donne sono state un plotone di bozze e tentativi, anche importantissimi, ma pur sempre meteore.
Ho vissuto per Michael Jackson, Baggio, Del Piero, la Juve, il calcio, le uscite, le nottate fuori, il venerdì come il sabato, lo sci, scrivere (che da quando ho fatto l’università è una cosa che adoro fare), la musica, ballare, le feste, il mare, i viaggi, i sogni ed il lavoro è sempre stato solo un mezzo per permettermi quanto descritto.
Mai un fine, ma solo un mezzo.
Il lavoro per me è stato ed è importante per un fatto personale : per rendere al massimo ho sempre dovuto cercare soprattutto in esso le persone per cui valesse la pensa farlo, per non deludere e rendere orgogliosi coloro i quali mi hanno dato una possibilità.
Io lo faccio e voglio farlo bene per loro, per vedere loro felici ed orgogliosi, per dargli una gioia...ma non perché piaccia a me o mi identifichi in ciò che faccio.
Perché io, me medesimo, se potessi, farei semplicemente altro perchè soltanto ora, da troppo grande, ho capito che mi sarebbe piaciuto fare un lavoro che avesse a che fare con la scrittura, oppure un lavoro che potesse servire davvero a qualcuno, oppure ancora, grazie alla dieta che seguo, mi sarebbe piaciuto fare un lavoro che potesse avere a che fare con l'alimentazione, gli studi alimentari, le diete, per il benessere, la salute, lo sport. Oppure lavorare alla Juventus.
Insomma, dovessi unire passione e lavoro farei queste cose qui.
Per ogni altra occupazione vale quanto detto sopra : darò il massimo per chi mi da l'opportunità di mettermi al servizio. E' una questione di rispetto ed onore.
Ma non di amore e passione, ecco.
Lei è esattamente come mio padre, altro mio “mito”.
E’ come lui per il senso di responsabilità, la parola data, la puntualità, la precisione, l’impegno, la dedizione, il suo essere instancabile, l’incapacità di rilassarsi se non solo quando si appoggia e crolla sul letto o sul divano dopo 5 secondi.
E’ esattamente come lui per la generosità.
Ci sono sempre prima gli altri di lei.
Gli altri, gli ospiti devono sempre stare bene e lei, al servizio.
E’ come mio padre per l’amore che mette nelle cose che fa.
Ci sono un paio di episodi chiave che intercorrono nel frattempo.
Il primo è quando una sera usciamo, lei è sempre carica a palla, io no.
Mi dice “uhm..che entusiasmo sta sera” e me lo dice una volta, me lo dice due, alla terza le dico “senti io sono così. Se non ti va bene sai che c’è? Ti riporto indietro, non c'è mica problema”.
Lei pensa sia un modo di dire e riprende a rompere.
Io giro la macchina e la riporto al parcheggio.
Lei non ci crede. Pensa stia scherzano.
Non scherzo.
Forse in quel momento comincia a pensare che io sono certo quella persona solare, carina, quel folletto buono e disponibile che sembra, ma se mi pesti i piedi mi fumano i maroni.
Osta se mi fumano.
E non è poi nemmeno troppo difficile farmeli girare.
Anche io “ho le mie” insomma…
Poi la cosa si risolve e quella serata scorre piacevolmente.
Molto piacevolmente.
Direi in spiaggia…fino allo spuntare del sole.
Io sto bene ma vedo lei troppo lanciata.
Mi sembra già troppo convinta della nostra storia che poi storia ancora non è.
E così durante il giorno dico a Gambero “Gambo, io sta sera le parlo, mollo tutto. Non sono innamorato e soprattutto lei è troppo convinta. E’ impossibile lo sia. Si è appena mollata dal suo tipo. Per me il uso entusiasmo è più legato alla voglia di svoltare che a me. Io mollo.”
Gambero “ma come cavolo fai ad essere sempre così lucido e ….spietato? Io non ce la farei mai……”
Io : “ma sai, quando la fatica supera il gusto, che senso ha andare avanti? No?”
Ipotesi A : “sei uno stronzo, mi hai preso in giro, cosa siamo usciti a fare” bla bla bla. Un grande classico.
Ipotesi B : il pianto disperato, la disperazione, di quelli che riescono anche a farti sentire una merda ma mai così tanto da farti tornare indietro soprattutto per la correttezza delle intenzioni.
Perchè resta lucida, dispiaciuta ma mi dice senza giudicare molto “Guarda a me dispiace moltissimo perché io sento qualcosa che può davvero diventare grande. Ci sono molti segnali in questo senso.
Però se non ne hai non ne hai ed io non lo discuto. Penso solo che non ti sei dato il tempo di poter vivere e quindi giudicare la nostra storia. Sei partito già volendola chiudere ancora prima di averla vissuta. Tutto qua.”.
Quel discorso, ma ancora più il modo nel quale in un momento così cruciale lei sia riuscita a restare lucida, ferma, chiara, diretta, essenziale ma assolutamente educata e composta, mi hanno conquistato subito la testa ancora prima del cuore.
Come direbbe Celentano ho pensato “..hei…sei forte”.
Mi ha veramente spiazzato.
E trovare una donna in grado di sorprendermi, con la sua forza, precisione e decisione è stato folgorante.
E' stata una trappola.
Una dolcissima trappola dalla quale non sono più uscito.
Areoporto JKF :
.."l'abbraccio di un amico"...
Che cartola il Tonno!
Col grande Gian Luca Rivizzigno :
St. Patrik :
Fortuna che ci siamo noi a scaldarla! Mai vissuto un freddo simile in una città :
Due volte NYC in così poco tempo :
Il mio Tonnino!!! Si, anche lui e famiglia sono qua! MERAVIGLIOSO!
Una vacanza stupenda. Indimenticabile in cui siamo stati benissimo.
Ed ora si rientra e con questa foto "ti vedo per l'ultima volta mentre vai via"...
Tra l'altro penso che se questa ragazza non mi ha lasciato nelle condizioni in cui siamo andati a pernottare in questa settimana, allora forse è davvero amore vero....vedere il video per credere!
Rientro, di culissimo, l'overbooking ci proietta in Businnes class :

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