Il matrimonio.
Dopo un anno vissuto godendoci appieno la nostra casina ed avendo fatto, diciamo, “le prove generali” di convivenza, Barbara ed io decidiamo di sposarci.La convivenza la puoi fare con chiunque : “morose”, amici, fratelli, compagne.
Il matrimonio no.
A mio avviso al di là dell’imprevedibile, il matrimonio deve essere vissuto come una gesto, una scelta unica ed inequivocabile che si è convinti di fare con UNA persona.
Un gesto unico per una persona unica ed una storia unica in grado di porre essa su un livello in cui mai nessuna è stata prima e a mio avviso nessuna starà poi.
Per questo credo ognuno debba sentire di dare ad esso il senso che più lo identifica.
C’è anche chi non vi crede affatto e per questo va altrettanto rispettato.
Non è il matrimonio in sé, quanto il volermi considerare anche formalmente ed in modo legittimo, ufficiale, legato a lei e solo lei, a rendere speciale questo evento.
Roba forte.
Di cui devi essere convintissimo.
E soltanto se i requisiti, i flags sono tutti accesi, puoi sostenerlo e viverlo come gioia immensa e non come “cappio al collo” o coercizione di chissà quel retaggio culturale o pressione parentale.
Se la vivi così, se la vivi come a mio avviso deve essere vissuta, sarà un giorno stupendo e ricco di gioia.
Un momento unico in una fase evolutiva, sia individuale che di coppia che ci rende unici l’uno per l’altro.
Fino ad ora ogni cosa che decidiamo di fare assieme, che sia la casa, che sia l’acquisto di un auto, che sia la programmazione di un matrimonio più che essere causa di litigi, scontri, allontanamenti dati da diverse visioni delle cose, divengono motivi di unione che ci godiamo proprio, ci danno proprio gusto.
Direi RECORD, soprattutto per chi vive nel nostro paese.
Non vogliamo invitati che non rappresentino qualcosa per entrambi, per la coppia. Non vogliamo conoscere qualcuno il giorno stesso del matrimonio perché non avrebbe significato per un “noi” ma magari solo per uno dei due.
Quindi il concetto è un po’ “se tieni particolarmente a qualcuno, o me lo fai conoscere prima o me lo presenti dopo”. Perché è un pò una mancanza di rispetto anche verso l’invitato credo sentirsi obbligato a partecipare ad un evento di cui conosce e magari pure poco solo uno dei due, non l’ha mai visto prima e forse mai lo vedrà poco dopo.
E l’elenco praticamente si fa da solo. E’ già fatto. Basta solo scriverlo.
Io ne voglio tre. Non per fare. Ma perché uno voglio sìa l’uomo più importante della mia vita, quello che adoro ed ho apprezzato e stimato sopra ogni cosa.
Quello cui ogni cosa più bella vorrei regalare. Quello che mi rende più orgoglioso e per cui mi interessa di più essere orgoglio : mio padre.
L’altro è colui che avrei scelto se non avessi scelto mio padre. E questo ha un solo nome : Laerte. Un altro esempio, un altro riferimento per me insostituibile, inimitabile, inavvicinabile.
Uno non esclude l’altro quindi, perché non averli entrambi al mio fianco?
Poi vorrei avere uno “della cricca”. Vorrei averne uno in nome di tutti miei “boys”, uno che li rappresenti ed identifichi tutti.
L’ideale è un’icona che li “raccolga” e rappresenti tutti a livello simbolico, identificativo senza che ne escluda uno in particolare e che abbia una storia sua con me, totale, vissuta, significativa, densa, continua, longeva quanto serve.
Non ci sono molti dubbi nemmeno in questo caso. Il terzo nome è Alex.
Per Barbara il procedimento è analogo nella scelta e nella simbolica distribuzione dei ruoli emergono riferimenti e rappresentanti speciali che indossano sembianze e nomi di MammaMary, Maurino, Elena.
Ci rappresenta molto, come individui, come coppia.
Ed avere tutti quei testimoni, quel centinaio di invitati lì, scelti nel modo più naturale e "real", ci riempie di gioia, felicità, orgoglio.
Ci sono ovviamente inevitabili defezioni o mancanze di alcune figure che per motivi diversi non c'erano, ma nel complesso tutto è come volevamo fosse ed abbiamo ricevuto messaggi e testimonianze di affetto anche da coloro che sono fisicamente più lontano o oggettivamente meno raggiungibili o vicine.
Non dimenticherò mai i fiori da parte di Donatella Villa, mia ex dada-maestra di piano.
Il "giorno dei giorni" avrà ovviamente un post tutto suo e qui mi piace ironizzare sul fatidico momento sulle mitiche note della canzone (divisa in due parti) di Daniele Silvestri sull'argomento : grandioso al solito nel cogliere....i tratti salienti della cosa!
Qui di seguito allego qualche scatto dell'anno.
L'addio dall'Italia di Antonio Albanese, detto Antony De Mello ribattezzato poi "Il Cinese" che, per motivi di lavoro si trasferisce in Cina : la serata sarà una specie di addio al celibato in cui lui verrà adeguatamente preparato ed integrato al prossimo suo ambiente....
Qui sotto le immagini di una festa, una serata a tema, un travestimento da "Grease" a Faenza, con amici, molto divertente :
Mina lo adora e non mancava mai a X Factor di fargli pervenire complimenti, chiamate, messaggi.
Altro che "già pronto", questo è un fenomeno anche se non vincerà questa edizione.
Sentire per credere :
E se "affettivamente" parlando l'anno è stato un punto di arrivo per una nuova partenza, dal punto di vista sportivo è stato un totale disastro cui abbino un canto su note Modugnane : "Spero che un anno così non ritorni mai più...mi dipingevo la faccia di nero e di blu"....
L'Inter dei prescritti e dei passaporti falsi vince uno storico "Triplate".
Scudetto, Champions League e Coppa Italia.
Un trionfo stratosferico per loro ed un anno disastroso per noi in cui Blanc, Secco e Cobolli ci regalano il frutto del loro capolavoro facendoci arrivare settimi con una squadra costosissima che non ha più un senso tecnico, un valore morale, un gioco, un'anima.
Ancora una volta nel momento di apice affettivo, la risposta sportiva è diametralmente opposta : mi chiedo se quindi dovrò continuare così per una vita intera......
Aprendo un discorso prettamente sportivo mi limito a fare poche e sentite considerazioni.
Che l'Inter abbia fatto questo storico e trionfale record, è meritato quanto ingiusto.
Meritato perchè il successo è un capolavoro di un allenatore secondo me straordinario come Mourino.
Uno preparatissimo, bravo, capace ma soprattutto furbo, intelligente che sa cosa dire e come scossare l'ambiente calcistico giocando con provocazioni mediatiche per distrarre ed attirare come un parafulmine l'attenzione su di sè lasciando libera la squadra di concentrarsi, unirsi ed allenarsi al meglio.
L'Inter del Mou gioca un calcio tutt'altro che spettacolare ma molto vigoroso, pragmatico, basato sullo studio delle debolezze altrui per colpirle e fare male sia a livello tattico che tecnico.
Mou cambia modulo spesso in base agli avversari fa giocare Etò anche da terzino se serve farlo in quella partita, ed ha sempre ragione.
Sono certo l'immagine che da di sè sia l'opposta di quella che trasmette a chi lo conosce veramente e lo vive tutti i giorni. I suoi ragazzi lo adorano e per lui darebbero tutto come un messia che indica la giusta via dopo decide di anni di buio ed improvissazioni.
Ibra, che si pentirà amaramente di essere andato via dall'Inter proprio per vincere la Champions col Barca (sconfitto proprio dai nerazzurri...ironia della sorte) del Mou dirà "un allenatore che ti lascia qualcosa di unico dentro : avrei ucciso per lui".
E per come gioca l'Inter si vede che ha una condizione ed una mentalità che non le è mai appartenuta ma figlia del suo mentore portoghese.
Onore a chi è stato autore di tale capolavoro senza dubbio.
Però a questa annata speriamo irripetibile per loro, si aggiunge comunque l'altra amare ed inconfutabile situazione.
Detto questo, onore al Mou che ha fatto ciò che nessuno riusciva a fare da 45 anni e che si dimostra davvero "Lo Special One"....
L'Inter dei prescritti e dei passaporti falsi vince uno storico "Triplate".
Scudetto, Champions League e Coppa Italia.
Un trionfo stratosferico per loro ed un anno disastroso per noi in cui Blanc, Secco e Cobolli ci regalano il frutto del loro capolavoro facendoci arrivare settimi con una squadra costosissima che non ha più un senso tecnico, un valore morale, un gioco, un'anima.
Ancora una volta nel momento di apice affettivo, la risposta sportiva è diametralmente opposta : mi chiedo se quindi dovrò continuare così per una vita intera......
Aprendo un discorso prettamente sportivo mi limito a fare poche e sentite considerazioni.
Che l'Inter abbia fatto questo storico e trionfale record, è meritato quanto ingiusto.
Meritato perchè il successo è un capolavoro di un allenatore secondo me straordinario come Mourino.
Uno preparatissimo, bravo, capace ma soprattutto furbo, intelligente che sa cosa dire e come scossare l'ambiente calcistico giocando con provocazioni mediatiche per distrarre ed attirare come un parafulmine l'attenzione su di sè lasciando libera la squadra di concentrarsi, unirsi ed allenarsi al meglio.
L'Inter del Mou gioca un calcio tutt'altro che spettacolare ma molto vigoroso, pragmatico, basato sullo studio delle debolezze altrui per colpirle e fare male sia a livello tattico che tecnico.
Mou cambia modulo spesso in base agli avversari fa giocare Etò anche da terzino se serve farlo in quella partita, ed ha sempre ragione.
Sono certo l'immagine che da di sè sia l'opposta di quella che trasmette a chi lo conosce veramente e lo vive tutti i giorni. I suoi ragazzi lo adorano e per lui darebbero tutto come un messia che indica la giusta via dopo decide di anni di buio ed improvissazioni.
Ibra, che si pentirà amaramente di essere andato via dall'Inter proprio per vincere la Champions col Barca (sconfitto proprio dai nerazzurri...ironia della sorte) del Mou dirà "un allenatore che ti lascia qualcosa di unico dentro : avrei ucciso per lui".
E per come gioca l'Inter si vede che ha una condizione ed una mentalità che non le è mai appartenuta ma figlia del suo mentore portoghese.
Onore a chi è stato autore di tale capolavoro senza dubbio.
Però a questa annata speriamo irripetibile per loro, si aggiunge comunque l'altra amare ed inconfutabile situazione.
- Questa fortissima Inter non sarebbe mai esistita senza Farsopoli.
- Questa Inter è figlia di un processo che ha schiaffato la Juve in B danneggiandola forse per sempre ed ha alterato gli equilibri dell'intera serie A
- Questa Inter NON è diventata tale grazie ad un'oculata programmazione di anni o a sapienti intuizioni del proprio presidente o del suo stesso staff ma a causa di una sentenza
- Questa Inter NON ha mai dimostrato di poter diventare questa Inter prima e senza Calciopoli. Non ha MAI annientato gli avversari, i rivali storici sul campo prima dell'estate 2006
- Questa Inter NON è diventata tale grazie ad un investimento sui giovani
- Questa Inter NON è diventata tale grazie ad un vivaio ed un blocco italiano in grado di rappresentare l'Italia nelle cometizioni europee, basti vedere gli italiani presenti nel suo organico (oltre al valore ed allo spessore umano di quelli che ne fanno parte, vedi Materazzi che nel giorno più importante della sua carriera invece di avere una maglia o un pensiero per la sua famiglia, lancia una provocazione alla Juve col suo "rivolete anche questa" : un vero esempio di stile e intelligenza....nerazzurra)
- Questa Inter dei vari scudetti consecutivi ne ha messo uno al petto che era stato vinto dalla Juventus (e lei era terza, quindi più cartone di quello), il secondo consecutivo lo ha vinto SENZA la Juve di mezzo (e comunque senza più sfidare QUELLA Juve, non questa che è una cozzagli di disperati) impegnata nella serie cadetta e con altre pretendenti indebolite e PENALIZZATE in classifica : di fatto anche il secondo scudetto era annunciato, già mezzo vinto prima di scendere in campo.
- Questa Inter inoltre ha acquistato un giocatore supremo come Ibra (e Vieira) che ha trasmesso mentalità vincente all'intero gruppo vincendo le partite da solo i primi due anni e se Moggi NON fosse stato eliminato piuttosto lo avrebbe mandato in Siberia a parametro zero anzichè rinforzare una diretta avversaria per di più odiata come lei. Grazie a lui ed ai suoi mal di pancia l'Inter è potuta arrivare su Et'ò...e non aggiungo altro
Morale della favola : dal mio punto di vista ogni successo dell'inter post calciopoli è falso, non si può giudicare. E' figlio di una realtà che è stata presa, alterata e ribaltata perchè qualcuno ha deciso che era arrivato il tempo di cambiare le cose.
Ma sul campo, dove si combattono le battaglie vere, ha vinto SOLO DOPO averlo fatto in tribunale.
Per questo dico che le vittorie del Milan di Sacchi o Capello, della Juve di Lippi o dello stesso Capello, avevano un sapore totalmente diverso perchè figlie di strategie, acquisti intelligenti, mirati, compra vendita, valorizzazione dei propri talenti, intuizioni.
Questo genere di vittorie ti fanno stimare anche un avversario forte e per il quale puoi simpaticamente gufare.
Ma quello che ha fatto l'Inter è davvero unico nel suo genere.
A mio avviso era meglio una delusione vera che una gioia finta.
E la cosa che più mi spiace è constatare che molti tifosi della stessa Inter non l'hanno capito.
E forse questi si meritano la storia che rappresenta la loro società.
Si meritano di festeggiare questo triplate che per loro ha forse lo stesso sapore dei primi due scudetti post calciopoli.
Dico solo un peccato. Perchè per me L'Inter non ha mai riconosciuto i propri errori facendo ricorso ed additando altre fantasticherie come causa delle proprie incapacità e non ha nemmeno potuto dimostrare ai propri tifosi di poter diventare grande DA SOLA, partendo dal basso.
I successi del'Inter post 2006 a mio avviso sono un'occasione persa per loro, non per gli avversari.
E mi spiace loro non lo capiscano e non capiscano come mai molti tifosi avversari ora ce l'abbiano con la banda Moratti.
Non è perchè sono vincenti e nemmeno perchè sono antipatici, ma soltanto perchè sono arrivati lì in quel modo lì.
Hanno costruito il loro MERITATISSIMO triplate 2010 dalle ceneri delle bombe lanciate dalle intercettazioni di Tronchetti Provera.
Purtroppo con lo sport questo non centra nulla.
E per questo dal 2006 se l'Inter prima mi faceva soltanto tenerezza, a volte pena, ora suscita un vero e totale astio.
Se prima l'odio era monodirezionale (da parte loro verso noi) ora è assolutamente reciproco.
Detto questo, onore al Mou che ha fatto ciò che nessuno riusciva a fare da 45 anni e che si dimostra davvero "Lo Special One"....









Quella sera io, Barbara Maui e Betta siamo a Forlì a goderci uno splendido concerto :
Difficilmente Mou resterà.
Sa benissimo di avere fatto qualcosa di epocale, irripetibile. Sa benissimo di aver spremuto fino all'ultima goccia psicofisica i suoi ragazzi.
Non c'è più nulla da vincere, alcuno stimolo aggiuntivo da dare ai suoi.
Ha vinto dove era impossibile farlo e dove non è arrivato nessuno.
L'addio anche se ancora non ufficiale pare ovvio da questa indimenticabile scena che, porca miseria, fa piangere pure me che odio ben tanto i sozzazzurri..
Si capisce bene quanto fossero profondi i rapporti tra lui e l'intero staff, i giocatori e quanto da essi abbia preso e dato. Un grande uomo ben diverso dalla provocatoria ed irriverente immagine che dava all'esterno.
Unica cosa negativa del Mou : essere andato all'Inter.
Da libro cuore :
Che loro abbiano vinto la Champions prima che la rivincessimo noi, ha dell'incredibile.
E parlando di "noi" invece, è il caso di dire che abbiamo veramente fatto cacare.
E' contestazione totale tra tifosi e società.
I tifosi, io su tutti, vogliono la testa degli uomini voluti dagli Elkan, ovvero Blanc, secco e Cobolli Gigli.
Questi non sanno nemmeno cosa sia la Juventus, si dovrebbero sciacquare la bocca ogni volta che ne parlano.
Hanno creato un danno economico impressionante acquistando a cifre pazzesche sole clamorose (Melo, Diego, Amauri), gli hanno per giunta fatto contratti lunghissimi oltre che onerosi rendendoli praticamente invendibili se non creandone una rimessa pazzesca, hanno giocato a fare i dirigenti senza saperlo fare, hanno sostituito un pò alla volta i campioni con bidoni e se ha coloro che sono rimasti nonostante la B e questa società farlocca bisognerebbe fare un monumento (Del Piero, Buffon, Nedved, Trezeguet, Camoranesi), ai nuovi tristissimi elementi bisognerebbe dare sonori calci nel culo.
Gente come Poulsen, Tiago non si possono nemmeno descrivere e non si può nemmeno pensare abbiano indossato questa maglia.
Vergogna.
A furia di proteste fisiche e mediatiche, l'ala Elkaniana della famiglia finalmente decide di affidare lo scettro a chi della famiglia ne capisce davvero : Andrea Agnelli.
Finalmente ancora un Agnelli al timone. Siamo tornati a casa.
Non lo si conosce molto ma chi lo conosce degli addetti ai lavori, da Moggi a Capello, Lippi, garantisce che con lui tornerà presto Juve vera.
Musica per le nostre orecchie.
C'è molto fermento e felicità nel popolo juventino per la stagione che verrà.
Rivoluzione societaria : Blanc resta solo per terminare il progetto legato alla costruzione dello stadio nuovo, il primo stadi odi proprietà, poi si toglierà dalle balle finalmente.
Via Secco, Cobolli e quell'insieme di allenatori improvvisati cui non è stata data la possibilità di lavorare ad un vero progetto sportivo facendo solo da capri espiatori come Ferrara, lo stesso Ranieri, Zaccheroni.
Il nuovo corso prevede come uomo mercato e presto Amministratore Delegato Giuseppe Marotta che molto bene ha fatto nella Sampdoria, Paratici come uomo mercato e Del Neri sulla panchina.
Una piccola colonia Doriana di gente giovane (parlo dei dirigenti) ma esperta, preparata ed ambiziosa.
Si parla poco e si lavora molto, finalmente.
Non sarà facile perchè il danno economico è mostruoso, il potenziale tecnico penoso e difficilmente sarà possibile fare miracoli.
Le dichiarazioni e gli obiettivi sono chiari : occorrono due anni per tornare competitivi e quattro per vincere.
Non sono certo le dichiarazioni che noi juventini che non vinciamo dal 2006, vorremmo sentire. Ma meglio l'onestà che le farloccate.
Purtroppo se la squadra fa cacare ora, mica è colpa loro.
Si punta al quarto posto per entrare in Champions.
Arrivano tra i vari Krasic, Martinez, Bonucci.
Forza Juve. Sempre.....
Quest'anno andiamo a vedere al Fuori Orario con Elena e Mirko una cantante che è stata per anni una delle mie favorite :
Sempre più maturo, sempre più credibile, sempre più convincente : la critica ed i colleghi ne sono entusiasti. Il nuovo corso è davvero cominciato (da tempo) ed ora se ne rendono conto un pò tutti.
Bravo Cesare ancora una volta a non aver mollato quando lo scotto Lùnapop poteva essere devastante ed irreversibile : Bravo!
Esce con un singolo che è già successo :
Nel resto del mondo :





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