Sanremo 2013 : che Festival!

Ho voglia di “scaricarmi” un po’ perché ho dentro tante emozioni e riflessioni personali sul Festival di San Remo 2013.

Tema 1 : LA MUSICA. In generale, San Remese o meno, ma cosè la musica? Cos'è questa incredibile successione di note, corde vocali e strumentali in grado di arrivarti allo stomaco come un pugno, strapparti il cuore con la forza di un ciclone e la dolcezza di una piuma?

La musica, la sola cosa al mondo forse in grado di arrivarti dentro e ribaltarti la giornata ed a volte la vita stessa. Lei, in grado di trasmetterti l’energia e la carica per andare a correre, ballare, scaricarti così come in grado di farti vibrare, piangere, commuovere o ridere.
Per me la musica è un vero miracolo perché è in assoluto una delle cose che più mi fa sentire vivo.
Perchè non solo accompagna e fa da colonna sonora della vita ma, ne è spesso condizione “Essenziale”.
Ed io forse troppe volte spaventato dal potere che ha su di me, invece che coltivarla l’ho tenuta troppo lontana, soffocandola, chiudendola in un pianoforte in soffitta oramai in disuso, dedicando la mia attenzione ad altre cose che più che soddisfarmi mi causano inutili stress.
Anche questo Sanremo mi ha fatto riflettere sulla bellezza e sul potere che ha (su di me) la Musica in generale. La Musica è passione.






Tema 2 : Il Festival. Io sono da sempre un SUPERFAN del Festival di San Remo! Mai vergognato nel dirlo, anzi, orgoglioso nel manifestarlo! Per me è un evento nazionale come i mondiali di calcio! :) Perché qualcosa di buono dal Festival salta sempre fuori.

Per me la settimana di San Remo è come il Natale :) . Non l’ho mai “snobbato” o trattato con “la puzza sotto il naso” come molti fanno a prescindere, senza averne visto una puntata o ascoltato una canzone.
Trovo che il pregiudizio tipico degli italiani su un evento (qualunque esso sia) prima che questo addirittura accada, sia semplicemente “stupido”.
Molti festival hanno fatto cacare, quelli di Morandiana o Panariellana memoria, con ospiti inutili e roboanti sìano assolutamente da stroncare MA quantomeno DOPO averli visti e/o ascoltati almeno un pò, non prima.
Quello di quest’anno mi è piaciuto molto, come ipotizzavo.
Mi piacque la versione di Fazio di 10 anni fa (o più non ricordo) e reputandola la migliore anche rispetto alle successive edizioni, speravo prima o poi il Festival potesse essergli affidato almeno un’altra volta così come mi piacerebbe vederlo condotto da un Jerry Scotti o da un Linus o da una De Filippi stessa una di queste volte. I conduttori o Dj o VJ bravi in Italia non mancano : basta andarli a prendere! :) .
Fazio al solito molto bravo nella conduzione coadiuvata dalla simpatica Luciana, ha ideato ed azzeccato ancora una volta una nuova bella formula da proporre (la doppia canzone degli artisti), ha rimesso la MUSICA al centro della “kermesse” (laddove troppo spesso questa è stata emarginata dalla macchina Sanremese di spettacoli e siparietti inutili), scelto artisti e canzoni giuste che finalmente non avevano il gusto SANREMESE della canzone creata e finita per l’evento stesso ma si sono ascoltate canzoni che avrebbero vissuto e probabilmente vivranno anche al di fuori del Festival da artisti che sarebbero vissuti e vivranno dentro e fuori dal Festival.
E questa è già una rarità perché quante canzoni o cantanti negli ultimi anni nascevano, vivevano e morivano solo nella parentesi Sanremese?
In quel caso il Festival purtroppo non rappresentava LA CANZONE del paese ma bensì era un effetto contrario : tu artista creavi una colonna sonora per quell’evento. Punto. Era la canzone “sanremese” e basta.
Quest’anno invece le canzoni proposte sono un estratto di un genere (popolare che può o meno piacere) e di artisti che fanno parte del nostro paese e ne stanno interpretando un presente musicale.
Mi è sembrata insomma un’edizione più “attendibile” del polso musicale nazionale italiano rispetto alle edizioni fuori da ogni logica degli ultimi anni.

Tema 3 : Gli artisti. Mi permetto solo di citarne tra i tanti 3. Daniele Silvestri, Elio e le Storie Tese, Marco Mengoni.


Daniele Silvestri lo adoro da sempre. Da quando coi capelli corti ed il codino alla Palacio si presentò i primi anni ‘90 (se non erro) con “l’uomo col megafono” coi suoi cartelli alla Bob Dylan. E poi, Aria, Salirò, la Paranza ed un’infinità di successi canzoni e concerti suoi che ho collezionato in tutte le fasi e le età della mi vita.

Oggi come ieri Daniele è un artista che HA QUALCOSA DA DIRE e sempre un modo raffinato ed originale per dirlo. Vale sempre la pena ascoltare un suo disco e vedere un suo concerto. Stima totale.
Per il senso ed il peso di A bocca chiusa avrebbe meritato premi e vittoria finale ma era impensabile e per nulla commercialmente concepibile che vincesse.
Ma bravo ancora una volta nel rimanere fedele ad un “impegno” senza piegarsi a ruffiane logiche di mercato utili a riempire gli stadi con gente che intona al cielo banali ritornelli.
Amerò sempre CHI HA QUALCOSA DIRE. E tu ne hai sempre.
Grazie. Questo paese ne ha bisogno, ha bisogno di significati e di cose su cui riflettere. Ha bisogno di cose da proporre e da fare e non di violente e vandaliche proteste fine a se stesse. Vai Daniele!!!! :)




                        



Elio e le Storie Tese. Su di loro c’è poco (o tantissimo) da dire. Li ascolto dal primo album. Facevo sì e no le medie quando i miei genitori mi sentivano cantare ed inneggiare le loro incredibili assurdità musicali dicendomi “ma cosa cavolo ascolti....cos’è sta roba?” ed ora critici e genitori li adorano (..ma guarda un po’.. ;) ...).
A me pareva normale ascoltarli perché mi sembravano cose di un’eccellenza musicale inarrivabile. Oltre all’irriverenza ed ironia dei testi da far cacare dal ridere, si sentiva a mio avviso palesemente che questi a livello musicale erano spaziali, enormi, folgoranti, originali.
Con mezzi tecnici tali renderli in grado di fare (E BENISSIMO!!!!!) di tutto e per questo i soli in grado di poter ironizzare su tutto : quando sai, ti puoi permettere di scherzare o spalleggiare qualcuno o qualcosa. Quando parli con cognizione di causa, allora ti puoi permettere anche di ribaltare certi “miti”.
Altrimenti è meglio stare zitti. Ecco, gli Elii si possono permettere tutto. E lo hanno fatto. Perché potevano permettersi di “snobbare” il Festival esattamente come potevano permettersi di presentarsi ALLA ELIO E LE STORIE TESE senza “arretrare di un passo” o scendere a compromessi stilistici : si sono presentati sempre come loro sono vincendo ben 2 premi critici e rischiando pure di vincere il bottino finale. Proprio loro cui San Remo non aggiunge o toglie proprio nulla. Immensi.
Anche loro li adoro perché da sempre, da tantissimi anni con la voglia di scherzare HANNO SEMPRE E ANCORA QUALCOSA DA DIRE.
Senza contare che sono tra i pochi GRUPPI a resistere come tali, senza invidie o separazioni intestine. Perché al centro del loro progetto musicale c’è appunto...un concetto musicale ben preciso cui ognuno di loro è devoto e che appiana le inevitabili diversità caratteriali che all’interno di quell’idea musicale riescono a vivere e ad essere valorizzate tutte, da Faso come da Rocco, da Cesareo come da Millefinestre Cristian Mayer ed al leader maximo Elio. In una parola Immensi. Devozione totale.

       
           




Marco Mengoni. Ecco, qui si entra in una categoria a parte. Nel senso che se sopra si è parlato di abilità “tecniche e strumentali” o di contenuti da esprimere attraverso la musica, qui si parla di personaggio, di carisma e di chi invece che arrivarti alla “testa” (come sopra) ti arriva dritto allo stomaco. Qui si parla di un talento che a 20 anni quando sale sul palco e prende in mano un microfono, tu non puoi fare altro che guardarlo ed ascoltarlo.Ti inchioda lì con le sue espressioni, l’estensione delle corde vocali, la particolare ed inimitabile timbrica, l’estensione della sua voce. Questo è uno veramente che come disse Morgan, se gli dai l’elenco del telefono da cantare rende bello ed interessante pure quello”.
Emana un magnetismo da star mondiale.
La sua sfiga è essere nato in Italia col nome di Marco Mengoni, un nome che più che da cantante è un nome adatto ad un gommista o un meccanico, un idraulico.
Si fosse chiamato Mark Menghòny e venisse da Londra, ora schiaccerebbe dall’alto gente come Robbie Williams o One Direction, spalleggerebbe Justin Timberlake, Usher o tanti altri zavagli strasupervalutatissimi che se li senti dal vivo FANNO CAGARE, NON SANNO CAN-TA-RE ma che venendo dall’estero la gente li tratta come divinità (RIDICOLIIIII!!!!).
Noi Italiani al solito abbiamo dei talenti mostruosi che non sappiamo valorizzare mai.
Preferiamo criticarli più che valorizzarli!!!! In tutti i settori!
E’ il nostro mal costume di me*da che ci farà sempre stare dietro alle nazioni che contano!!
Mengoni è un fenomeno che andrebbe portato e pompato come la nostra star italiana di punta!
Perché è un figo da paura (quale uomo tra i 20 e i 40 anni non vorrebbe essere fico come Mengoni almeno per una settimana, tho per un giorno?!?!??!?!), sta sul palco (ed io ho visto un paio di concerti suoi) che pare Mik Jegger (e queste doti o le hai dentro o non te le insegna nessuno),
se fa cover ha la capacità di rivestire il pezzo col suo delizioso stile, senza stravolgere l’edizione originale del brano interpretato ma donandogli nuova linfa,
se canta in inglese spacca come quando canta in italiano (cosa che per esempio non accade per Chiara vincitrice di X Factor che uscita dal Talent dove la sostenevo senza rivali, a mio avviso si sta già perdendo negli “uno nessuno centomila.....”),
sa essere graffiante e rock quanto melodico e pop, appare la persona più indifesa del mondo almeno quanto il bastardo della porta accanto...insomma ha tutte le doti della star mondiale.
Eppure spiegatemi perché da uno o due anni, Mengoni io non lo vedevo o sentivo da nessuna parte?!?!?!??!
Sparito completamente PUR AVENDO UN ALBUM (“SOLO”) uscito e non da molto.
Promozioni in giro? Pressochè nulle. Singoli passati in radio? Pressochè 0.
Uno così cosa fa la fine dei Jalisse???????
Mha....francamente spero per lui che possa fare strategicamente e musicalmente scelte giuste che rendano a lui giustizia portandogli il successo che merita.
Perché se non si impongono talenti simili allora si fa veramente dura per tutti color che meritano ed a noi resta solo cacca, cacchissima.........Viva la musica e viva gli interpreti in grado di dire qualcosa ed emozionare!!!








Emozione pura : Baggio e una lettera per tutti i giovani....e non solo!
Ascoltare per credere :



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