Per me il senso della famiglia è questo. Me lo trasmettono loro.
Con tutta la naturalezza e semplicità dei loro gesti e delle loro espressioni.
Non riuscirei a concepire un rapporto diverso.
Non riuscirei a concepire una vita diversa nemmeno per loro.
E quando mia mamma mi fa capire che in realtà molte famiglie si separano per me quella parola non ha senso, non è accettabile.
Cosa vuol dire "si separano"?
Babbo e mamma non si possono separare.
Uno nasce che sono assieme, quasi come una cosa sola.
Cosa vuol dire che "si separano"?
E' come prendere un individuo e tranciarlo a metà.
Non si può.
Io alla sola idea che una cosa simile possa accadere esclamo "se voi vi separate, io mi ammazzo".
E non scherzavo.
In quel momento lo pensavo, lo dicevo e, forse, avrei trovato il modo di farlo.
Credo che la separazione segni un prima ed un dopo irrimediabile nella vita di un bambino che è costretto a subirla.
Certo, si supera tutto, da grande uno se ne fa una ragione, ma è una cosa talmente grande e inconcepibile che non può non lasciare una cicatrice profonda.
E' estate. Ci svegliamo in notturna per prendere il traghetto.
La musica li unisce e ci unisce molto.
Ne ho sempre ascoltata tanta con loro.
Ricordo tutte le cassette di mio babbo.
Non possiamo partire se io non ho terminato di compilare o quantomeno avvallare la scelta della colonna sonora della nostra estate.
Non possono mancare così gli Equipe 84, Mina, i Queen, Battisti, Celentano, Beatles, Morandi, la colonna sonora del "grande Freddo", Blues Brothers, insomma un pò tutti quelli che erano grandi allora come lo saranno sempre.In casa ora brilla un nuovo album, appena "sfornato".
Dopo che mia mamma ne ha apprezzato il precedente "Donne", esce una cassetta che rovinerò (nel vero senso della parola), riavvolgendo e riascoltandola in loop : "Rispetto" di Zucchero.
Zucchero, ora, diventa il mio cantante italiano preferito.
Captain EO, scritto anche Captain Eo, è un cortometraggio musicale di fantascienza del 1986, realizzato da Michael Jackson (protagonista), in collaborazione con Francis Ford Coppola (regista) e George Lucas (produttore esecutivo). La storia si ispira al fumetto Eclipse Comics 3-D Special.
Fu realizzato per la Walt Disney Productions per essere proiettato in esclusiva nei parchi Disney di tutto il mondo.
Anche se con durata di soli 17 minuti, Captain EO fu allora il film più costoso mai prodotto.
Io ho 9 anni.
Qualche anno prima ho praticato corsi di nuoto, ora sto praticando un corso di basket che mi piace molto perchè gioco con altri ragazzi della mia età.
Non sono uno sportivo doc o quantomeno non al pari di tutti quei ragazzini che già vivono di quello.
Molto probabilmente non ho uno spiccato talento per qualche disciplina sportiva in particolare, però "mi muovo".
In realtà gran parte del mio tempo è "purtroppo" condiviso con la musica.
Premetto : io adoro la musica.
E' qualcosa in grado di trasmettermi emozioni fortissime.
La sento sotto pelle.
Mi fa ballare, piangere, ridere, venire la pelled'oca.
E credo, probabilmente, di avere anche una buona predisposizione per combinare qualcosa con lei, un buon orecchio ed una buona intonazione e per questo, da un pò, suono il pianoforte.
L'approccio allo strumento è stato reso ottimo grazie alla mia insegnante Donatella Villa che fino a questo momento è stata ben più di una maestra, più di una tata, più di una zia : una figura sovrannaturale, una creatura meravigliosa, unica in grado di farmi piacere qualcosa che forse nemmeno io sapevo quantificare se e quanto mi piacesse.
Però, per motivi di età, ora a suonare vado presso la scuola comunale Vassura Baroncini e da adesso in avanti l'approccio alla musica è decisamente cambiato.
E' sempre meno ludico e sempre più vicino ad una vera e propria disciplina scolastica.
Il genere da suonare, poi, non aiuta : musica classica, musica classica, musica classica pallosissima musica classica.
E la nuova insegnante è bella, ma fredda come un ghiacciolo.
Io sono un bambino emotivo.
Non particolarmente timido o introverso, anzi, direi da sempre piuttosto socievole.
Ma "emotivo".
Per questo sento tutto ciò che mi circonda in modo piuttosto "forte".
Può bastare una frase o il commento di qualcuno a farmi male.
A scuola vado bene ed ho ottimi rapporti coi compagni tra i quali ritaglio sempre un ruolo da piccolo protagonista coi più "simpa della compa", ma mi terrorizzano le interrogazioni davanti "al pubblico".
E per questo detesto ogni esibizione ad amici e parenti che voglio sempre "sentire quanto sei bravo".
E non sopporto per nulla i saggi di pianoforte a fine anno a teatro.
Davanti ad un sacco di gente.
Non lo sopporto.
La soddisfazione, o meglio, il peso "tolto" al terminare della propria esibizione
non sarà mai sufficiente a compensare tutta la tensione, la paura, le ore passate sopra il piano per arrivarvi.
Un giorno forse affrontare e superare questa prova mi aiuterà.
Forse rivaluterò tutto questo.
Ma ora no.
Vivo emozioni negative troppo forti ed anche quando si avvicina l'ora di andare a lezione, ho male allo stomaco.
Non ci vado volentieri.
E per questo il mio amore col pianoforte è destinato a incrinarsi in modo inesorabile.
C'è poco da fare per diventare bravi bisogna allenarsi e suonare e prendere la musica come un impegno serio.
Ma io a 9 anni vado a scuola, sono bravo, educato, faccio i compiti ed almeno quando arrivo a casa avrei voglia di giocare.
Se poi posso farlo con l'inseparabile Yuk, e Martina, i miei amichetti vicini di casa, ancora meglio.
In questa immagine direi che sono tutto un programma : stavo facendo una gara ed il mio unico obiettivo era fare in modo che almeno...non fosse l'ultima!!
Mio babbo mi aveva buttato sugli sci un paio di anni prima ma ancora come si evince dalla foto, la fase in cui "la fatica supera il gusto" non è arrivata.
Anzi, mentre scendo la domanda più frequente è "ma chi me l'ha fatto fare!!!".
Credo comunque che per lo sci come per la musica i miei genitori abbiano fatto bene a fare tutto ciò che hanno fatto.
Le hanno provate tutte con grande amore, non con violenza o coercizione.
Era e credo sia giusto insistere, cercare di fare superare un "momento", una difficoltà.
Semplicemente, per me, forse non era il momento o l'approccio giusto.
Ma credo dipendesse in assoluto più da me che da loro o da altri fattori.
E' l'anno in cui esce "Top gun", che lancia il mito Tom Cruise.
Ma per me e per tutta la mia generazione esce il cartone dei cartoni : Holly&Benji!!!!!!
E' un altro manga giapponese che scandisce una generazione.
Soltanto chi è nato a metà degli anni '70 può capire e condividere quello che è stato questo cartone per noi.
In questa animazione si fondono tutti i valori e sentimenti possibili come solo i giapponesi riescono a raccontare attraverso le macchiette che riescono a creare : amicizia, rivalità, onestà, simpatia, ironia, drammi umani.
E tutto questo passa attraverso le gesta dei protagonisti che hanno come denominatore principale il CALCIO.
Sono certo, convinto, che come per me, per moltissimi altri della mia età questo manga è stato ciò che ha portato ad avvicinarsi al calcio, visto e giocato.
Il mio personaggio preferito è il portiere, Benjiamin Price, più semplicemente Benji, perchè ha carisma e l'ignoranza giusta.

In estate la "mano di Dio" aiuta Maradona e l'Argentina a vincere la coppa del mondo di calcio in Messico: dopo aver segnato di pugno, El pibe dribbla mezza Inghilterra per realizzare il gol più bello della storia.
Nonostante le sue contraddizioni umane che ne dipingono un personaggio decisamente "fuori dalle righe" (o forse un pò troppo dentro le righe....), Diego Armando Maradona è il calcio.
E' il giocatore che più ne rappresenta l'essenza.
Il giocatore che dopo averlo visto, ti fa voglia di prendere la palla e cominciare a giocare.
Quel giocatore che ti lascia a bocca aperta perchè con la semplicità di chi è immenso, fa cose che non riusciresti nemmeno a immaginare di poter fare.
In finale fanno la solita parte degli agnelli sacrificali i tedeschi, sconfitti 3 a 2.
A San Remo esplode colui che vinse due anni prima nelle giovani proposte e che fa impazzire tutte le ragazzine :

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