Capitolo 18 : Il mio primo scudetto


A gennaio compio 18 anni.
Come detto, avverto più il "peso" della maggiore età raggiunta che i vantaggi reali che essa è in grado di portarmi.



La cosa più importante è festeggiarla con tutta la mia famiglia : ecco i miei nonni materni Carla e Primo.




Qui sono con mia cugina Elisa e Maci.




Frequento la quarta e partecipo con la mitica squadra di calcetto, al torneo della scuola.
Eccomi in una scena piuttosto usuale, ovvero in compagnia di Emanuele Simonini detto Emi, Niky Pancaldi, Luca Stanzani.







Febbraio, Festival di San Remo. E' la prima che lo vedo ed ascolto. Ne resto colpito per l'originalità : di Daniele Silvestri è facile per me diventare subito fan.
Cantautore giovane, originale. Riesce ad unire testi finalmente importanti e di spessore, tematiche originali, con ironia ma assenza di volgarità.
Abbina a questo un'ottima abilità musicale che lo vede passare agevolmente dall'utilizzo di chitarra e piano.
Scrive testi, musica, suona, canta : finalmente un vero artista, schierato politicamente cui non interessano, per scelta, personale, etica le luci della ribalta : a riff e ritornelli scontati, di facile appeal e successo, preferisce una musica di ricerca e sperimentazione che attraversa molti generi musicali.
Al facile successo da copertina preferisce proporre qualcosa di nuovo : è uno che ha qualcosa da dire.
Sempre originale, mai banale.
Molto preparato tecnicamente, ironico, mai volgare : il cantautorato italiano con gente come lui, è in buone mani.

Mia mamma, Yuk ed io ne diventiamo subito fan.







Sono anni in cui oltre all'eterno Michael ascolto molta musica del Rock, Blues, Reggae, pop anni 70 e 80 : adoro Eric Clapton, Beatles, simpatizzo per Bob Marley, Queen, Elton John, e mi piacciono molto, moltissimo ed anche di più, i Dire Straits la cui carriera a mio avviso è stata troppo breve per essere "vera" e resterà il grande dispiacere di non averli mai visti dal vivo.






Tento di ascoltare anche roba Heavy o più "incazzata" ma oltre i primi Iron Maiden non vado : non è genere in grado di lasciarmi traccia emozionale, quindi difficilmente mi si vedrà capellone, peloso, pallido e con la maglia degli AC-DC. 




Ma la cosa più importante da festeggiare quest'anno non sono i miei 18 anni bensì il mio primo scudetto da tifoso!!!

Per la Juventus è passato un abisso di tempo dall'ultimo tricolore ma dopo ben 9 anni e personalmente 5 da tifosissimo, la Vecchia Signora torna campione d'Italia!
Era ora!!!

E' lo scudetto numero 23.
Uno scudetto bellissimo.
Il Milan cui ho visto vincere un pò di tutto in questi primi anni '90 e che pareva imbattibile, arriva quarto.












E' la Juve di Lippi. Supportato dall'ottimo lavoro della società, questo allenatore infonde la mentalità vincente ed una rabbia agonistica che trasuda da ogni giocatore che scende in campo.
La Juventus torna a ragionare da Juventus nella testa e nel cuore : la sconfitta non è più tollerabile.
Come dice Lippi "si può perdere soltanto se si è fatto tutto per vincere e non per la paura di perdere".




La Juve finalmente ha un gioco. E che gioco.
Diverte tantissimo, il gioco è corale, viaggia su ritmi forsennati.
Partecipano tutti e 11 gli elementi della squadra ed il singolo è sempre a servizio della squadra e non il contrario.






E' una Juve di guerrieri : Conte, Ferrara, Di Livio, Ravanelli sono dei combattenti nati ma il vero trascinatore assoluto è Gian Luca Vialli.






Ridimensionato in un ruolo non suo da Trapattoni, il più forte e completo centravanti italiano che io abbia visto fino ad ora, torna a recitare il ruolo da protagonista.

Con Lippi stringe un patto : "tu trascinami il gruppo ed io ti faccio tornare il numero 1".
Così è. Così sarà.
Il feeling tra i due è totale ed il gruppo che si verrà a consolidare vede gente come lo stesso Vialli, Conte, Ferrara, Del Piero, Ravanelli, Di Livio, Carrera, Torricelli.

Per il suo carisma, il suo dire da sempre le cose come stanno e le cose che pensa, la voglia di rivincita, la sua rabbia agonistica e la propensione a trascinare tutta la squadra sulle sue spalle, viene soprannominato il Re Leone.

Gol fondamentali e bellissimi. Le sue "rovesciate" diventano un marchio di fabbrica.

Per poco non ci regala un "Grande slam" fatto di scudetto, coppa Italia e Coppa Uefa, tutte rigorosamente affrontate battendo il Parma, unico avversario stagionale.

Ero a Milano coi miei sul terzo anello di San Siro ad assistere alla sfortunata finale della coppa Europea persa di un soffio ma rimessa in bilico da questo gioiello che sintetizza la classe di questo giocatore.















Me è anche l'anno di Ravanelli, tutto cuore, gambe e sudore e del giovanissimo Alessandro Del Piero.

Lippi parte inizialmente da un 3-5-2 che doveva prevedere Baggio e Vialli come punte.
Poi Baggio si infortuna ancora e gravemente, saltando gran parte della stagione.

Quel poco che gioca regala magie ma per la prima volta la Juventus gioca da squadra e soprattutto non dipende da lui.
Anzi vince, convince senza la sua presenza in campo.

Lippi si inventa così un 4-3-3 che include Del Piero, Vialli e Ravanelli.

Alex ha la possibilità di giocare. E la sfrutta alla grande diventando protagonista di questo splendido tricolore : il suo gol che vale il 3 a 2 sulla Fiorentina diventa roba da cimelio e da il via alla cavalcata.






Serie A 1994-1995





A Sanremo, che per me è appuntamento fisso quasi quanto il Natale, vince una voce incredibile che non credo sparirà o dimenticheremo facilmente :






Inoltre :






1995 : per non dimenticare

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