Notte prima degli esami.
E' il 1996 ed è l'anno della maturità.
Nei saluti finali di questa splendida epopea durata 5 anni in cui si è vissuto tutto con un'intensità irripetibile tipica dell'età, io e tutti, proprio tutti, compagni e compagne di scuola, dalle quinte alle prime con cui avevo legato (anche perchè in esse vi erano ripetenti più grandi di me), ci abbracciamo e salutiamo convinti che anche se forse non ci perderemo mai, nulla sarà più come prima.
Perchè a cambiare, ancora più di noi sarà la vita, la quotidianità.
Le nostre strade, le strade di tutti noi, si separeranno.
Il temutissimo esame va benone.
Io forse un percorso umano l'ho davvero fatto.
Entrato in punta di piedi, mi sono imposto subito a suon di voti ed all'esame gestisco bene preparazione ed impatto emotivo.
So che farò un bell'esame. Me lo sento.
Ne ho voglia, ne sono convinto.
Finalmente per una volta, in un'occasione importante do un calcio a questa dannata insicurezza con cui convivo e contro la quale lotto da sempre, ogni giorno.
Gioco d'astuzia. Mi dicono che fanno media anche i risultati del primo quadrimestre ed io mi impongo di volere tutti i voti al di sopra della sufficienza, minimo dal 7 in su per puntare al rush finale nella seconda e conclusiva fase.
Riesco e la pagella di febbraio è buonissima.
Rifiato un pò durante l'anno, ma preparo un grande esame.
Di solito in queste occasioni ci vuole culo.
L'esame di maturità è molto questione di culo.
E a me non manca o meglio, il destino non è tenero ma nemmeno avverso sia nelle prove scritte che orali.
Ed io non mi cago addosso.
Evito gli impacci dei saggi di pianoforte o altre esibizioni e vado.
Sono al mare e Melisa mi dice che sono passato con 108 su 110.
E' il voto più alto della classe.
Me ne mancheranno tanti, tutti.
Ma più di ogni altro mi mancherà Luca.
Ci abbracciamo, commossi.
Le sue parole di congedo sono "Andrea, siamo entrati bambini, usciamo uomini".
Ma questo è un anno indimenticabile anche per un altro motivo.
Luciano Moggi è un marpione infinito.
All'inizio dell'estate scorsa, dopo aver vinto al primo anno di Juve subito Scudetto e Coppa Italia, vende Roberto Baggio tra lo stupore generale, il mio su tutti.
Sembra una bestemmia, un affronto popolare.
Il pensiero di tutti è : "disputare la Champions senza Baggio non è possibile".
Io sono senza parole.
Dispiaciuto? Traumatizzato!
Non ci credo.
Dedico a Roby pure una segreteria telefonica sulle note di Laura Pausini la solitudine canto : "Baggio se n'è andato e non ritorna più, il Milan è arrivato e l'ha portato via, distanze enormi sembrano dividerci, ma so che forse tu mi capirai, chi sa se tu mi penserai, se alla Juve tornerai oppure al Milan dove sei, ti tratteranno come vuoi..." poi il beep finale per lasciare un messaggio.
La gente pensa più ad una radio che ad una segreteria telefonica.
Comunque Baggio va al Milan di Capello.
Uno scenario impensabile. Da voltastomaco : le bandiere quindi proprio non esistono?
Del Piero gode comunque da subito della simpatia del pubblico bianconero.
Il suo biglietto da visita della stagione appena finita, è notevole.
Raccoglie così subito l'eredità del suo numero 10 ed è immediatamente protagonista disegnando parabole all'incrocio dei pali che prenderanno il nome di gol "alla Del Piero".
Il Milan vince lo scudetto ma poco importa perchè a maggio siamo in finale. E non una finale qualunque.
E' il 1996 e la finale della Coppa dei Campioni, da questa stagione rinominata Champions League, si disputa a Roma.
Io e mio padre a Roma il 22 maggio ci siamo.
Con l'Ajiax è 1 a 1 con gol di Ravanelli e Ltimanen.
Siamo in curva, A Roma si vede male ma chi se ne frega. Si capisce tutto. Anche troppo.
Si va ai rigori.
Porca miseria. Ai rigori si perde sempre.
Cheppalle. Non ce la faccio. Non ci riesco : io non guardo.
Chiudo gli occhi ed i rigori li ascolto.
Noi fino ad ora li facciamo tutti, loro no : Peruzzi è un grande.
Ora ne manca uno. Non ci credo. Ne manca solo uno.
Non ce la faccio. Non lo guardo.
Mi giro verso il pubblico, non voglio vedere.
La tensione è troppa, non riesco.
Manca un rigore e prende palla Jugovic, un grande giocatore.
Mette la palla lì, è sicuro.
Ma io mi giro a guardare le espressioni della gente immobile.
Li guardo, lui tira e...
....GOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOL!!!!!!
E' un'esplosione nucleare, un delirio, io passo dalla 10a alla prima fila volando credo.
Non c'è gioia più grande di quella bianconera : siamo CAMPIONI D'EUROPA!
Marcello Lippi santo subito!!!!!!
La Juventus è tornata ad essere degna del nome che porta e per questo vincere non basta mai.
La legge bianconera impone concetti fondamentali : non c'è successo più bello di quello che verrà.
Appena finita la stagione si pensa già alla successiva vittoria.
Si cambia ancora e tanto.
Lascia un indimenticabile Vialli e Moggi vende pure Ravanelli e Paolo Sousa.
Arrivano Boksic e gente sconosciuta che di certo, per ora, sembrano extraterrestri : chiiiii? Chi è questo francese qui? Zigulì Zidane? Ma da dove salta fuori? Per due lire....dicono sia lento, lento...
E questo ragazzetto qui? Vieri?
Ma dove andremo con questi?
L'inizio della nuova stagione da Campioni D'Europa in carica è travolgente.
Chi gioca partite simili diventa di diritto una leggenda per la propria squadra.
Per gente poi come Montero, Ferrara, Di Livio, Torricelli, Pessotto e lo sfortunato Conte (infortunatosi gravemente al ginocchio e fermo a box per un bel pò), Peruzzi e altri che hanno vissuto anni infausti e tutta l'ascesa della "propria" squadra per arrivare fino a qui, credo sia un capolavoro personale inaudito.
Il gol decisivo contro il River Plate nell'affascinante trasvolata asiatica è di Alessandro Del Piero che in poco più di un anno, a poco più di 20 anni ha già vinto scudetto, coppa Italia, Champions, Super Coppa italiana, Super Coppa Europea ed Intercontinentale, risultando decisivo in tutte le competizioni : sfiora il pallone d'oro.
La sua storia è già un capolavoro e lui un autentico simbolo di stile e rinascita.
Se penso a quanto ha fatto Baggio in tutti gli anni di Juve ed ha quanto ha patito senza vincere nulla e guardo il percorso freschissimo del giovane Alex penso a quanto il destino a volte sia beffardo ma difficilmente causale.
Sicuramente è fondamentale trovarsi al posto giusto nel momento giusto ma difficilmente le cose accadono per caso anche quelle che lo sembrano di più.
Certamente vale sempre la legge che bisogna essere bravi a sfruttare le occasioni.
Del Piero, in quanto allievo di Baggio (considerato il Raffaello del calcio da Gianni Agnelli), viene ribattezzato "Pinturicchio" dallo stesso Avvocato.
La sua sembra una favola.
Giovanissimo, da sempre tifoso della Juve si ritrova già campione D'Europa e del Mondo per Club.
Una favola che sembra un sogno.
Ed è appena cominciata.
Intanto esce il nuovo album di Michael, il primo dopo le accuse di pedofilia.
Come prevedevo l'evento lo ha segnato : l'album è un costante tentativo di riprendersi la credibilità ormai persa, una continua autocelebrazione come per dire "ricordi? Io sono quello che ha fatto questo, quello e quell'altro...".
Io ovviamente "tifo" per lui alla grandissima ed assieme ad un amico simpaticissimo cui avevo infuso questa "malattia", Luca Cornazzani ribattezzato "Luca Jacko", andiamo pure a vedere all'Acquafan di Riccione, la cerimonia per l'uscita dell'album in Italia, collegata con altri 4 città Europee, con la statua da scoprire, insomma una pacchianata cui ovviamante io e Luca aderiamo con fedeltà devota ed entusiasmo.
Pur essendo un debole tentativo di ricostruzione di chi è stato immenso, qualche colpo geniale salta fuori comunque : Scream oltre ad essere il video più costoso della storia ancora una volta aprirà la strada per effetti, costumi, regia e They Dont' care about Us con la regia di Spike Lee, che lo adora e ne è fan come me, è un pezzo da vero Jacko.
Inciso : gli ultimi secondi del filmato live sono supersonici per un fan!
A Sanremo arrivano dietro Ron e Tosca con "Vorrei incontrarti tra cent'anni" ma i veri vincitori sono loro!! Capolavoro!!
A Elio scappa pure da ridere... :) ...galattici!!
Intanto....























Commenti
Posta un commento