Marco Mengoni : vivo, vivissimo....Essenziale!





Ieri sera, a Bologna, Teatro Auditorium concerto di Marco Mengoni.

In sintesi?
  1. La cosa più bella tra le tante cose belle era averlo condiviso con le persone più importanti della mia vita : mia moglie ed i miei genitori. Condividere eventi ed emozioni con loro non ha prezzo
  2. Marco Mengoni : semplicemente un talento naturale. Un cavallo di razza non puro, purissimo. Dal punto di vista tecnico parliamo di chi ha un'estensione vocale pazzesca. Eccelle nelle note alte come nelle note basse. A 24 anni dosa con consumata sapienza e gusto alti, bassi, vibrati, alternati a note lineari e pulite. Sa quando spingere, quando azzardare con note che vanno al di là di ogni possibile ed immaginabile acuto e quelle basse non meno difficili, anzi : il tranello più facile su cui inciampare. Falsetto sì ma non troppo, anzi. Vocina (o mezzo falsetto) sì ma dosata. Urlato sì ma solo quando necessario e giusto. Una personalità musicale che calza con tutto perchè se canta Rock non teme confronti con la voce di Robert Plant ai tempi dei Led Zeppelin, se canta canzoni soul, spalleggia Prince tra acutini, gridolini e voce graffiante. Se canta i lenti in alcuni passaggi ricorda il migliore George Michael con suadente appeal. Interpretazioni sempre "variopinte" e con molti passaggi all'interno dello stesso brano. E soprattutto, cosa più importante Mengoni non è un bluff! Non è uno che nel live si nasconde dietro l'acuto fatto cantare al pubblico. Lui lo fa cantare ma poi si ripiglia microfono e scena e te lo spara come nel "disco" privo di imperfezioni. Insomma Mengoni c'è! Eccome!
  3. Canzoni : anche se i testi non sono incentrati su argomenti sconvolgenti o di importanza sociale riescono ad essere originali nella costruzione, nella metrica, negli arrangiamenti, insomma nella musica. L'interpretazione, poi, fa il resto. La collaborazione con bravi musicisti ed ottimi produttori e soprattutto con straordinari autori quali Fossati e Cremonini, stanno facendo crescere Marco Mengoni anche sotto questo punto di vista
  4. L'aspetto : è fiko, fikissimo. Potrebbe fare il modello e la sua perfezione stilistica nel curare il look lo rendono anche una popstar azzeccatissima oltre che nel contenuto anche nel contenitore : il top! Se fosse inglese o americano parleremmo di una stella mondiale in grado di cagare in testa a Robbie Williams, Justin Timberlake e tanti altri farlocchini che a livello vocale sono totalmente sopravvalutati e reggono solo grazie alle leggi del mercato, ai videoclip ed alle solite costruzioni roboanti. Mengoni era solo, ESSENZIALE sul palco e per questo eccellente.
  5. Una critica? La solita : in Italia non ci sono spazi per la musica! L'acustica è pessima e quando la band suona e la voce canta salta fuori un mistone di suoni in cui non emerge un tubo vanificando il lavoro di decine di persone che tra equalizzatori e diavolerie tecniche alla fine non riescono a fare arrivare al pubblico (o ai più attenti almeno) la qualità sonora che chi suona e/o canta meriterebbe! Tra l'altro non è che sti spettacoli siano gratis, quindi se non sei vicinissimo già vedi il giusto, magari hai buoni posti ma sei lontanino se in più senti male, ti scoccia un bel po'. Se poi chi devi ascoltare non fa uno spettacolo visivo ma "sonoro" appunto da ascoltare, un suono mediocre riduce il risultato dell'75/80% : UN AFFRONTO ed un'ingiustizia per tutte le parti in causa : pubblico pagante ed artista che si sbatte comunque per preparare il tutto dandoci dentro per oltre 2 ore.

Grande Marco : per una sera anche io, mia moglie, Robocop e Viky abbiamo fatto parte dell'ESERCITO! 










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