Roberto Mantovani, per me semplicemente Babbo.
E' in assoluto il mio riferimento fin da quando sono piccolo.
Lui rincarna i valori che mi ha trasmesso da sempre con la sua sola presenza e coerenza.
Nei gesti, ancor più che nelle parole.
Nei gesti, ancor più che nelle parole.
Roberto rappresenta la generosità, colui che per gli altri si toglierebbe il pane dai denti.
E' colui che crede che il volere sociale e un bene comune sian superiore al malsano egoismo.
E' colui che non molla mai e sembra sempre più forte di tutto.
Rappresenta la coerenza, l'integrità e l'affidabilità assoluta.
Una personalità forte, dominante, anche cocciuta ma con un cuore enorme.
Mio padre è quello che non ti deluderà mai con una cazzata, nè come uomo nè come babbo, marito, amico.
Era quello cui bastava con uno sguardo per fulminarmi e farmi tornare al mio posto senza mai usare le mani.
Ha sempre suscitato il mio totale rispetto nei suoi confronti senza impormelo mai, ma passando attraverso l'ammirazione che ho sempre avuto per lui.
La sua integrità e coerenza mi hanno segnato.
La sua integrità e coerenza mi hanno segnato.
Roberto è una persona onesta con un cuore enorme capace di scelte difficili in nome della coerenza e del rispetto altrui.
Credo per questo sia in molti casi adorato da moltissimi, anche da coloro che non la pensano come lui, per esempio, politicamente.
E poi ha le mani d'oro. Cavolo, mio padre se la sa cavare in tutte le situazioni, una specie di MacGiver.
Fa tutto e benissimo, di precisione, fino. Avessi preso la metà delle sue doti..
Il rapporto con lui cresce con me, con la mia età.
La coscienza della bellezza del nostro rapporto ed il legame stesso con lui sono cresciuti con me, con noi, nonostante lui ci sia sempre stato, sia chiaro.
Fa tutto e benissimo, di precisione, fino. Avessi preso la metà delle sue doti..
Il rapporto con lui cresce con me, con la mia età.
La coscienza della bellezza del nostro rapporto ed il legame stesso con lui sono cresciuti con me, con noi, nonostante lui ci sia sempre stato, sia chiaro.
La cosa più bella che potessi fare l'anno in cui scrivo questo post era concludere dignitosamente il mio percorso universitario e l'ho fatto laureandomi con 108 su 110 e andando fuori corso di un mese solo perchè in mezzo c'è stato il servizio civile : spero di averlo reso orgoglioso di me almeno per una volta.
Magda Tabanelli per tutti Katia, per me Mamma.
Tutta la prima parte della mia infanzia è un insieme di scatti, fotogrammi impressi nella mia mente in cui sono stato con lei.
A giocare sul tappeto, per ogni coccola, ogni canzone condivisa, tutto.
Un riferimento costante, presente con cui ho condiviso tutto.
Purtroppo o per fortuna (non devo giudicarlo io) devo gran parte del mio "es" a lei tanto che ne rivedo all'oggi difetti così come i pregi.
Da mia mamma ho appreso una dannata insicurezza, la mania delle pulizie di casa, una certa permalosità ma allo stesso tempo ho appreso una dote della quale le sarò sempre grato perché a mio avviso rara nel contesto sociale generico : la capacità di esternare senza vergognarsi i propri sentimenti, di manifestarli, di non vergognarsi mai di dare un abbraccio in più, di regalare un sorriso in più piuttosto che un "grugno", un approccio positivo, disponibile, coinvolgente e solare verso il prossimo, il vivere profondamente in modo intrinseco ed allo stesso tempo estrinseco le proprie passioni, il suo essere diretti e chiari a scapito, a volte, di una maggiore "diplomazia".
Da lei ho imparato prima ad usare una carezza al posto di un pugno.
Da lei ho imparato l'importanza delle persone, dei rapporti e l'importanza del saperli e doverli coltivare perché l'essenza della nostra stessa vita, forse l'unico motivo per cui valga la pena vivere.
Chi più chi meno. Non tutti, ma spesso è più di quanto si possa pensare.
Da lei ho imparato il godersi appieno la vita, nei suoi aspetti.
Non c'era momento più brutto di quando aspettavo il momento mi venisse a prendere dalla scuola materna o dalla Baroncini e non la vedevo arrivare....
Da mio padre ho imparato che si può, anzi, si deve, saper stare bene anche da soli. Trovarsi un equilibrio con ciò che si ha attorno e dentro di sè.
Da mia mamma ho a preso la bellezza della condivisione e della socialità.
Un continuo rimescolarsi delle personalità di entrambi mi hanno permesso di diventare l'essere, la bestia, l'animale, che sono diventato.
Di una ne sono l'estensione, il proseguimento, dell'altro il fan e sostenitore accanito.
Una è il mio inconscio, l'altro il riferimento, la strada da seguire.
Esiste una teoria sull'esistenza umana che mi piace molto pensare possa avere un briciolo di verità : i figli sono anime, energie, che scelgono i genitori da cui nascere. Vuoi per aiutarli, vuoi perchè ne trovano un abitat naturale, però la teoria spiega che è inutile lamentarsi dei propri genitori perchè senza saperlo, siamo noi ad averli scelti (ma ce ne dimentichiamo appena nati).
Qualora questa idea fosse vera anche di un briciolino, io non solo mi faccio i complimenti per la scelta ma dico anche che potessi scegliere ancora anche oggi, sceglierei loro altre 200, 1000, un miliardo di volte....
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