La Mora : una grande emozione..



Castel San Pietro Terme : LA CARRERA.
Una gara che non è una gara. E' un intero Paese che ogni anno in questa giornata, scrive un pezzo della Storia di se stesso attraverso le gesta di chi vive Castello da "dentro" e chi ha dentro la propria Castello.

Vivere la vita paesana ti fa capire la bellezza dei significati che si danno alle cose.
Ti fa capire che non c'è nulla che sia importante in modo assoluto ma che tutto è incredibilmente importante nel momento in cui ognuno di noi da a quella cosa il proprio e personale significato.

Io non ho mai considerato la Carrera prima di ora. E' stato Mauro Landi, Maurino, a "contagiarmi".
Lo ha fatto e poteva farlo solo un amico vero perchè vera è la persona che è lui, vero è quello che vive, che trasmette.
Vero è ciò che rappresenta lui per chi lo conosce, non solo per me.
Io, in particolare, gli voglio un bene molto speciale. Speciale perchè lui è una persona che "sento molto" e per questo è una persona che vivo e mi da molto proprio anche attraverso le sue passioni che ti fa vivere, coi suoi racconti, le sue espressioni, il suo entusiasmo.

Un anno di Carrera, di allenamenti, preparativi, impegno strategie che Mauro mi ha condensato nelle tensioni che aveva in vacanza con noi e che soltanto chi fa parte di Castello a mio avviso può capire.
Dico grazie a Mauro perchè senza di lui non avrei mai "vissuto" la Carrera.


Oggi si incrociavano due storie. Splendide. Di vita e di Sport. E spesso le due cose vanno a braccetto rendendo entrambe qualcosa, un motivo per cui vivere.

La storia di Sport dice che LA NERA vinceva tutto ed era per questo amata da tanti ed invidiata, odiata, da molti.
I detrattori hanno accusato, spiato, inventato motivi per farla fuori ma non ce l'hanno mai fatta e "sul campo" anzi "sulla strada" le hanno sempre prese (per questo mi ricorda la storia di una squadra di serie A di calcio con la maglia bianca e nera che per invidia è stata mandata in "B"...).

Stanca di accuse, pesantezze, complotti, dopo aver dimostrato tutto, la Nera si ritira.

Lascia così agli eterni secondi la possibilità, raccolta, di vincere. Ma come dico sempre io, quando i primi se ne vanno, per i secondi è facile vincere, no?
Ma sul campo ai secondi, in tal caso quelli del Coyote, non è mai riuscito l'impresa di battere la Nera.

Oggi, e dirò perchè allacciandomi all'altra storia, la base storica della Nera dopo 7 anni anni ha deciso di rimettersi in pista, con tutto da perdere dopo 7 o 8 anni fuori dai giochi.
Sberleffi, sfottò degli avversari convinti di avere un vantaggio ormai abissale di 7/8 anni su quella che era la Nera.

Oggi quella squadra non c'è più ma ne nasce da quella gloriosa maglia LA MORA, fusione di due Team.

Oggi prima gara per La Mora. Il Coyote era il grande favorito.

Ore 18.30 parte la gara. Ore 18.45 LA MORA è campione!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Io penso che il tuffo al cuore e la soddisfazione sportiva di chi ha ripreso in mano ciò che fu e da lì è tornato a dettare legge rispondendo al mittente ancora una volta le assurde ed invidiose accuse, non posso essere descritte se non dai protagonisti.

Io ho avuto il magone. La Storia appartiene a chi la scrive sul campo. Non chi parla a vanvera.


La storia di Vita invece sta nelle fondamenta di quanto detto poco fa.
L'idea di creare la Mora nasce da una storia straziante e commovente.
Un personaggio straordinario, un uomo fantastico (a detta di chi lo conosceva), un record man della Nera detto il "Bronzo" viene tragicamente meno in un incidente.
A lui vennero dedicate molte delle vittorie che seguirono.
Un Campione indimenticato ed indimenticabile che lascia in eredità un ricordo indelebile nel cuore di tutti ed un figlio, Riccardo.
Come detto sopra, La Nera decide di non correre più ma dopo anni Mauro, Paride e gli storici del Team della Nera restano impietriti quando vedono che "Ricki", diventato ragazzo, pronto a correre per un'altra scuderia, corre esattamente come il "Bronzo".
Credo che soltanto Mauro e gli altri del Team possano descrivere cosa possa avere mosso in loro quella visione.
Solo loro possono descrivere quei silenzi e quegli sguardi che si saranno scambiati senza parlare di fronte a quella visione. Credo la loro commozione nel pensare al padre, all'amicizia ed a quel mondo di ricordi, non si possa davvero immaginare se non attraverso i racconti di Mauro.

Quella è stata la molla. La voglia di tornare aveva finalmente un pretesto emotivo enorme, per poterlo fare.
Così nasce La Mora, fusione di "Nera", di "Porci" e con, tra i corridori e condizione immancabile ed imprescindibile, Riccardo.

Oggi tornare a vincere aveva un milione di significati. Sportivi ed emotivi : hanno trionfato entrambi.

La Mora ha vinto e come mi ha detto Mauro "vedere Ricki sollevare quel trofeo............" ....

Io non mi vergogno : ho proprio pianto.
Vedere la nonna di Riccardo, ovvero la mamma del "Bronzo" abbracciare il nipote e pensare che il padre da lassù gli abbia dato una mano e che questa mano sia passata attraverso la devozione, l'impegno e le notti insonni di Mauro, Paride&co. a me ha squartato in due.

Roba che se ci fai un film ad Hollywood, vai per l'Oscar diretto...

Ed invece siamo "solo" a Castello e tutto questo è "solo" una festa paesana.

Ecco perchè dico che non esistono cose importanti e cose non importanti : lo sono tutte quando in ogni cosa che uno fa c'è il cuore.......


PS

Grazie Mauro. Mi sono emozionato tantissimo e quando mi emoziono mi ricordo di essere vivo e non di "sopravvivere".
Perdona tutte le mie inesattezze che mi correggerai nel descrivere la storia ed i suoi protagonisti.
Da oggi hai almeno un grande fan in più de LA MORA!!!!!

PPSS
Oh, se non si correva per la pioggia sentivo di averti portato una bella sfiga visto che non è mai saltato nemmeno un anno di Carrera ma hai corso ed hai vinto quindi si può dire : TI ABBIAMO PORTATO BENE!!!





















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