Ipotesi

Ecco i nomi che femminili "in ballottaggio".

Alice Mantovani
Questo nome deriva dal greco “Alikea” e significa “verità”.
Deriva dal francese antico Aliz o Aalis, forma tronca di Adelais, a sua volta un ipocoristico di Adelaide[1][4] (che significa "di nobile stirpe", "nobile"[2][4][5]). In alcuni casi viene ricondotto invece al greco Αλική (Alyké o halikê), ovvero "marina", "del mare"[5][6].
Secondo l'ISTAT, Alice è stato il decimo nome più usato per le nuove nate del 2004 in Italia[7], mentre è stato fra i venti più popolari negli Stati Uniti fra il 1880 e il 1920[4].
Alice è fascino, vivacità, intuizione, tenerezza.
Una persona tutta da scoprire perché misteriosa nei suoi modi di fare.
Può apparire stravagante e autoritaria, ma non è così.
Certo anche Alice ha qualche difetto, per esempio potrà essere capricciosa, disordinata, infedele, ma chi la conosce sa che, una volta conquistati, non si può fare a meno di lei.
Ma si dice anche : è un paradosso vivente, verità e menzogna, presenza e assenza, grandi slanci e momenti di pigra inattività.
Ma persegue uno scopo con tutta la tenacia possibile, con l'aiuto di un temperamento stravagante, vivace e lungimirante.
Alice e le altre sono personalità tendenzialmente riservate.
Non rendono partecipe nessuno dei loro progetti che restano sepolti dentro di loro fino alla riuscita, né li svelano in genere alle persone con le quali convivono.
Perciò la loro personalità suscita spesso mille domande destinate a non essere facilmente risolte.
Per nulla statiche, la loro attività è rapida, alla decisione fanno seguire fulmineamente l'azione: sono creature in genere eccezionalmente forti, dominatrici e non certo influenzabili.
Ma se si dedicano a una causa, a un amore, a una religione lo fanno fino in fondo: vi si attaccano come l'erica.
Con queste premesse è chiaro dunque che esse devono avere una loro professione autonoma; avendo una brillante immaginazione sono spesso delle artiste autentiche (specie scultrici o pittrici) o amano collezionare oggetti d'arte.
Come padrone di casa sono impareggiabili.
In amore sono possessive ma senza eccessi perché hanno pudore dei loro sentimenti.
Dalla combinazione di estetismo, gola, sensualità, piacere può nascere la capacità di godere la vita pienamente o il desiderio sfrenato di viverla pericolosamente.
Questo dipende dal grado di evoluzione della persona.
Persona dotata di fervida immaginazione e fascino, che ama fantasticare. Talvolta volubile: alterna momenti di vivacità a momenti di pigrizia.

Ambra Mantovani
Deriva dalla parola omonima, che può indicare tanto la pietra preziosa ambra tanto quanto il colore ambra[3].
Il termine ha la sua etimologia nell'arabo عنبر ('anbar)[3][4], che indicava l'ambra grigia[4].
Il nome Ambra è nato nel Medioevo come nome augurale femminile, affinché la pelle della bambina fosse profumata e luminosa come l'ambra. Ambra è la protagonista di un poemetto di Lorenzo dei Medici: una ninfa trasformata in pietra che avrebbe dato origine alla villa medicea di Poggio a Caiano.
Nome augurale, usato per esprimere la luminosità, il profumo e la bellezza dell'ambra.
L'ambra (dall'arabo Ambar) è una resina fossile dai toni solari, utilizzata fin dall'antichità come materiale ornamentale.
Il nome dovrebbe perciò costituire un felice augurio di leggiadria e luminosità alla neonata che lo riceve.
Ci troviamo qui di fronte a un raro caso in cui al significato etimologico dichiara impronta solare se ne contrappone uno numerologico, saturnino, freddo e quindi del tutto opposto.
Ambra è inventiva, creativa, apparentemente estroversa, affascinante, ma cova in solitudine una sottile malinconia.
Buona resistenza alla fatica.
Efficiente e precisa nel lavoro purchè non si senta imprigionata dalla routine.

Aurora Mantovani
Deriva dal latino aurora (che vuol dire appunto "aurora")[1][2]; etimologicamente, continua il latino arcaico ausosa, forse derivato dal sabino Ausel, nome di una divinità solare, o dal latino aurum, oro, comunque connesso alla radice indoeuropea *aus-, *aues "brillare", "far luce"[3][4], da cui si forma anche il greco héos, "aurora". Nella mitologia romana Aurora (corrispondente alla greca Eos) era una dea che si rinnovava ogni giorno all'alba e volava attraverso il cielo, annunciando l'arrivo della mattina[1][2][4]; da lei prende il nome l'asteroide 94 Aurora.
Significato simile, che richiama il sorgere del sole, è condiviso anche dai nomi Alba, Dawn, Anatolio, Rossana, Zora, Zaria, Hajna e Aušra.
Aurora è luce, è chiarore, è serenità; la sua intelligenza e il suo calore attirano molti amici ma lei diffida dei legami perchè potrebbero essere da intralcio per la ricerca della libertà, unico suo scopo nella vita.
Talvolta si ferma ma poi scappa perchè ha paura della routine che considera una prigione.

Giorgia Mantovani
Chi porta questo nome è dominatore, egocentrico, amante delle grandi fortune, del denaro, delle attività fruttuose, assetato dì conquiste oppure totalmente rivolto alla metafisica, ai numeri, alle astrazioni, alle contemplazioni.
Esiste anche chi con questo nome è spinto irresistibilmente verso entrambe le nature.
In comune, tuttavia, hanno sempre la sete di possesso sia che si tratti di cose materiali che di sapere e conoscenza.

Rachele Mantovani
Il nome Rachele deriva dall'ebraico Rahel che significa "pecorella", quindi “mite”, per cui, secondo la tradizione, i figli di Giacobbe e Rachele avrebbero dato origine agli allevatori di ovini.
Un'altra interpretazione lo traduce come "pecora di Dio": tutti i nomi ebraici che terminano in 'ele' come anche Daniele, Gabriele, Emmanuele ed altri hanno 'Dio' come suffisso (dall'ebraico E-L contrazione di E-lohim, Dio). Quando Giacobbe si rifugiò presso lo zio per fuggire da Esaù, si innamorò di lei e lavorò sette anni presso lo zio per averla in moglie. Ma Labano gli diede prima Lia, la maggiore, da cui poi ebbe sei figli: Ruben, Simeone, Levi, Giuda, Issachar e Zabulon ed una figlia Dina; gli fece poi sposare anche l'amata Rachele che fu sempre la moglie preferita, dietro l'impegno di lavorare per lui per altri sette anni. (cfr. Genesi 29,15-30). Rachele partorì due figli: Giuseppe, (cfr. Genesi 30,22-24) venduto dai fratelli come schiavo in Egitto, e morì dando alla luce Beniamino (cfr. Genesi 35,16-20).
Bella, fiera della propria bellezza, altezzosa, Rachele si occupa quotidianamente della cura del proprio fisico con trattamenti estetici ed esercizi.
Convinta che lo sport modelli le proprie forme e le mantenga in salute, non disdegna la competizione e mira alla conquista del primo posto.
Rachele affascina malgrado gli atteggiamenti superbi di cui non riesce fare a meno.

Rebecca Mantovani
Dal nome Ribqah, ha un significato incerto, che con ogni probabilità significa “corda”, "legame", più precisamente inteso come “ciò che unisce” ma anche, nel suo significato ebraico, come "colei che avvince, irretisce con le sue grazie e la sua bellezza".
Secondo altri, infine, potrebbe contenere il significato di chi 'ha il cuore gioioso'.
Il Libro della Genesi racconta di Abramo che mandò il servo Eliezer in Mesopotamia per scegliere la sposa per suo figlio Isacco. Avrebbe dovuto portare ad Abramo la prima fanciulla che, a una fonte, lo avesse fatto bere dalla sua anfora e avesse fatto dissetare anche i suoi cammelli (l’unica, dunque, generosa).
Arrivato in Mesopotamia, Eliezer si fermò e vide Rebecca con un'anfora sulla spalla.

Al servizio delle proprie ambizioni mette intelligenza raffinata, astuzia, sensibilità, capacità di calcolo. Vuole emergere a ogni costo per sè ma soprattutto per aiutare i suoi familiari a beneficiare della sua posizione : se non è generosità questa!
Chi porta il nome Rebecca mette dunque tutte le proprie capacità al servizio delle proprie ambizioni che, come detto, sono sovente rivolte alla soddisfazione degli affetti più cari.
Con la sua astuzia e la sua intelligenza ottiene grandi risultati che condivide sempre con chi le sta a cuore.

Dalla seconda metà del Novecento il nome ha avuto un nuovo impulso per il successo del film "Rebecca, la prima moglie" del grande regista inglese Alfred Hitchcock, girato nel 1941, tratto dal romanzo omonimo di Daphne du Maurier.


Silvia Mantovani
Deriva dal latino Silvius, tratto da silva o Silvana (Dea delle selve), “selva, bosco”, e significa “che vive nei boschi, che viene da zone boscose, che ama vivere nei boschi” o meglio, ciò che è legato “al lato selvaggio della natura” ed è attestato a partire dall'età repubblicana. Il nome Silvia sarebbe derivato da Silvana e lato selvaggio della natura.
E’ il nome della madre dei gemelli Romolo e Remo, i celebri fondatori della città di Roma, ovvero la vestale Rea Silvia è riportato dal poeta latino Ennio.

Dalla personalità introversa e riflessiva ama la tranquillità ed è pertanto molto legata alle sue abitudini di vita. Ha una naturale predisposizione per lo studio e gli hobby ti tipo manuale.
Attaccata alla famiglia risulta essere molto fedele con il partner.
Silvia sarà una persona con un carattere e un fascino misteriosi, a volte ostinato.
Nella sfera delle amicizie ammette solo le poche persone che considera speciali, alle quali riserva un affetto duraturo e basato sulla fiducia reciproca.
Ama l’arte, le scienze naturali e mediche, nelle quali riesce a esprimersi e a primeggiare senza alcuna difficoltà.


Stella Mantovani
Il nome augurale è sorto per la devozione verso Maria Vergine, chiamata nell'Inno liturgico a lei dedicato Maris Stella, ossia "stella del mare".
Stella è una donna che adora avere cose raffinate intorno a sè. Spende i suoi risparmi soprattutto per gioielli, profumi, quadri e oggetti d'arredo.
Proprio per il suo ottimo gusto trova spesso impiego nelle professioni artistiche.
Sognatrice e romantica, convinta che la propria esistenza debba essere completamente dedicata all'amore, proprio per questo motivo a volte resta delusa, ma nel complesso tanta felicità.
Versatile, energica e lucente, Stella è portata per le arti, le scienze e anche per la politica.

A momenti di gioia e fervore, tuttavia, seguono periodi di cupezza, di abbattimento e di sconforto, che presto passano per far ritornare il sole a splendere sulla sua vita.

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