Giornata Post-eliminazione Champions. L'ennesima aggiungo io.
Alcune brevi riflessioni :
- L'amarezza di uscire dalla Champions è purtroppo una cosa cui noi juventini ci siamo rovinosamente abituati : è una situazione diventata cronica e presa come "normale". E prendere la sconfitta come "normalità" è una bestemmia per chi indossa questa maglia. Non va bene, non ci sono più scuse, serve cambiare totalmente rotta.
- Il feeling con questa coppa deve essere costruito una volta per tutte. Non è possibile che anche negli anni d'oro in cui i più forti giocatori del mondo facevano parte della nostra squadra, si siano collezionate 4 finali in meno di 10 anni (1996, 1997, 1998, 2003) ed averne vinta SOLO 1 ed in più di 100 anni di storia averne in bacheca soltanto 2 (tra l'altro vinta una in una tragedia e l'altra ai rigori). E' necessario una svolta epocale nel DNA di quella che da sempre è stata la squadra d'Italia (scudetti successi nazionali senza eguali) ma non riesce ad esserlo d'Europa.
- Come fece Berlusconi prendendo il Milan negli anni che furono, bisogna sposare appieno un progetto dal respiro internazionale a discapito dei successi in campo italiano : portiamoci a casa il 3° scudetto di fila, il trentesimo ufficiale, il trentaduesimo reale, vinciamoci di rabbia la Coppa Italia (la maledetta decima) e puntiamo di forza ad un successo Europeo che manca da una vita.
- L'Europa League non è più un trofeo da snobbare ma un passaggio fondamentale per rompere il tabù europeo e prendere quella consapevolezza di forza che in Europa ci manca sempre : possibile il Milan anche nelle fasi peggiori della sua storia acceda sempre almeno agli ottavi e noi con un girone abbordabilissimo non riusciamo ad arrivarvi? E' proprio questione di impringting : i rossoneri in Europa si trovano come nel campetto di casa loro, noi passeggiamo sugli avversari in Italia ma siamo minuscoli nel prato dei grandi. E questo lo è al di là della squadra che secondo me è ovviamente un paio di livelli sotto le potenze spagnole, inglesi, tedesche. E' proprio un approccio mentale, un'insicurezza intrinseca che ci impedisce di essere noi, anche "fuori".
- A livello tecnico ed organico penso solo che serva un vice Pirlo, un terzino sinistro di spinta alla (Liechstiner di sx), un laterale sinistro offensivo forte per cambiare modulo, una punta fortissima sacrificando anche Vucinic. Pochi ma sostanziali ritocchi tecnici. Per quanto riguarda il gioco, Conte credo debba analizzare e prendere coscienza di quanto detto sopra, cioè dell'insicurezza Europea da cacciare una volta per tutte "dalle nostre teste" e di un calcio che deve certamente essere propositivo ma allo stesso tempo veloce, sicuro, convinto e convincente : 3 passaggi e gol. Punto. Un gioco SEMPLICE ed EFFICACE a discapito di uno sterile possesso palla. Non siamo il Barcellona e mai lo saremo (a livello individuale) quindi è inutile scimmiottare un modello irraggiungibile che ha fatto il suo percorso nel suo contesto ma potremmo essere un misto di qualità che uniscano parte delle loro alla concretezza da sempre italica. Il modulo da utilizzare (spesso oggetto di discussione tra lui e i giornalisti) è un dettaglio sempre figlio di quanto detto sopra, cioè dei giocatori e dal modo di stare in campo : è la filosofia, l'idea, la testa a dettare il resto e non il contrario. Su questo concordo al 100% col Mister. Non è il modulo a farti vincere una Champions, ma un'insieme di valori e fattori che ancora ci mancano
- Morale : chiudiamo questo anno nel modo più trionfale possibile (tra l'altro il caso vuole la finale di Europa League si giochi a Torino nel nostro stadio...destino buffo..) e dal prossimo non esistono più scuse o alibi quali Farsopoli o livello del calcio italiano basso (cosa per altro vera) : la nostra storia ci impone come obiettivo di puntare almeno a vincere un paio di Champions nei prossimi 10 anni a discapito di tricolori dove oramai siamo irraggiungibili....
Fino alla fine, FORZA JUVENTUS!!!
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