Mondiali 2014...

C'è poco da dire : i mondiali mi emozionano sempre e sempre come fossi un bambino. Cresciuto col mito e i racconti dell'Italia dell'82 attraverso l'urlo di Tardelliana fattura, salto senza residui il mondiale dell'86 ma inciampo senza ritorno su ITALIA' 90 : attraverso le "Notti Magiche", con gli occhi di Schillaci e le magie di un giovanissimo Roberto Baggio, divento juventinovero, senza ritorno. Maledico "Goicocea" ai rigori e per la prima volta soffro e piango per un'irripetibile Italia che doveva vincere. Ad USA'94 ho occhi e cuore solo per Baggio, un giocatore unico, irripetibile, criticato da tutti e difeso (solo) da me, fino al gol con la Nigeria ed osannato poi dai soliti voltafaccia quando ci porta in una finale ancora una volta spezzata ai rigori. Nel '98 gli "scontati" mondiali francesi ci mostrano un'impalpabile Italia targata Maldini e nel 2002 soltanto il vergognoso arbitraggio di Moreno può fermare la travolgente forza di Bobo Vieri in Korea Giappone. Ma è il 2006 l'anno della gioia sportiva più grande. L'Italia di un immenso Marcello Lippi è un "best of" azzurro : la rosa è la sintesi del meglio del calcio italiano degli ultimi vent'anni e quando gli italiani si trovano travolti dagli scandali e contro tutto e tutti, trovano una compattezza ed un senso di appartenenza che purtroppo, in condizioni normali in cui si deve costruire, non c'è mai. È l'Italia del gruppo, l'Italia di Lippi. Nel 2010 l'Italia tenta di "copiare" se stessa ma non vale l'originale e la magia non si ripete. Ed ora siamo in Brasile, a casa di chi il calcio lo insegna, lo gioca, lo vive con passione, riscatto, sorriso e "allegria". In casa di chi lo ha vinto 5 volte. Ed esordiamo contro gli inglesi che sostengono di averlo inventato il calcio. Ho visto le prime partite ad "orari strani" emozionato pensando che questa manifestazione è un evento nell'evento. Nulla vale un mondiale per un calciatore. Chi gioca da piccolo cresce col sogno di alzare la coppa del mondo con la maglia rappresentante il proprio paese. Essendoci poi una volta ogni 4 anni l'evento diventa un evento che si prepara e che vale il bilancio di un'intera carriera. Confederation cup da seguire, europei di prestigio, ma il mondiale coinvolge davvero tutto il mondo, collegato in simultanea per il medesimo motivo. Che vince entra nell'Olimpo degli eroi senza tempo. È questo l'evento in cui fai un vero esame e bilancio della qualità,del livello del nostro calcio. Non guardando i club infarciti di stranieri. Qui il colore della maglia è la nazione che scende in campo veramente. Quest'anno poi per me è un mondiale molto speciale. Un mondiale nuovo, da vivere in compagnia di una tifosa ineguagliabile di nome Rebecca. Si cresce, si invecchia, si cambia ma le emozioni vanno oltre e quando poco fa ho visto le immagini dei nostri azzurri con la scritta "Italia" sulla maglia mi sono emozionato proprio come 24 anni fa....

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