Confronti


Premesso : non sono un fan sfegatato della nostra generazione.
Figlia di quanto dai nostri genitori costruito, sulla soglia dei 40 anni riesco a fare un bilancio più obiettivo di ciò che era la sostanza su cui si basava la generazione adulta degli anni 60/70 e la nostra.

Loro da giovani erano quelli delle VERE lotte sociali e culturali, del mondo da ricostruire, degli scontri generazionali coi "matusa".
I loro sogni, i loro valori, si basavano davvero su un credo forte, convinto e passionale.
Poi come sempre c'era chi calcava l'onda e approfittava del "fermento" per fare altro, ma si sa, la perfezione non esiste.

Erano comunque anni in cui se ti facevi il culo ed eri accorto, riuscivi “a mettere via qualcosa”.
E considerando che prima non avevi nulla perché la guerra aveva tolto tutto, con abilità, voglia e convinzione, riuscivi a costruirti l'idea del cosiddetto "futuro". Qualcosa insomma, da lasciare come traccia del passaggio ed anche talvolta qualcosa di "tangibile" in termini di proprietà e potere economico.

La nostra generazione, figlia di questa, invece è nata nel benessere.
Tutto quello per cui i nostri genitori si sono fatti il mazzo, noi lo avevamo già a portata di mano.
E quando “hai già la pancia piena”, a mio avviso la voglia di conquistarti qualcosa che di fatto hai già, è davvero poca.
E così sono arrivati la mancanza di "stimoli" e la voglia di lottare per qualcosa di "sostanziale".
E' arrivata la sostituzione di “valori” sostanziali con quelli "effimeri", con le esigenze del tutto secondarie.
Soldi, edonismo, divertimento, evasione ed il "sono perso e non so a cosa e a chi credere" sono stati il grosso buco delle mia generazione.
Fino alla maturità acquisita. Per chi ci è arrivato e per chi vi è arrivato sano, almeno.
Questo trionfo dell'evanescenza ha fatto non pochi danni.
Non si può dare la colpa ai nostri genitori per averci dato tutto, perché loro hanno fatto quello che ci si aspetta faccia un genitore : aiutare i figli come è giusto che sia. Nel modo giusto o sbagliato che fosse, l'intento era buono.
Tuttavia non si può nemmeno fare una colpa a noi se il contesto su cui siamo cresciuti, era totalmente differente dal loro con tutta una serie di complessità annesse.

Questa infinita premessa mi è servita solo per dire che nonostante sulla soglia dei 40 non ne sia “fan”, c’è una cosa che mi piace della nostra generazione e che mi piace decisamente di più di quelle precedenti : il rapporto con i neonati.

Si, non intendo i figli in genere ma i cuccioli umani, quando cioè sono così piccoli.

Oggi rispetto ad una volta la partecipazione “maschile” alla gravidanza prima ed alla paternità poi è un’altra roba.
Non solo è “maggiore”, ma c’è ed è completamente diversa.

Fino a non troppo tempo fa la nascita di un figlio fino a che questi non aveva una certa età, dal padre era visto come un nuovo ostacolo, un ingombrante intruso tra lui e la compagna, ora divenuta mamma.
L’uomo oltre ad essere ben poco partecipe alla vita di pappette, bagnetti e pannolini viveva un nuovo complesso, quello cioè di chi non aveva più il ruolo più importante del branco.
Per non parlare poi dell’impatto sull’intimità della coppia, spesso tra i fattori di allontanamento e crisi tra i due.

Oggi, con tutti i difetti della mia generazione, un pregio ce lo siamo conquistato.
Un salto culturale ed una nuova consapevolezza finalmente l’abbiamo ottenuta : essere padre ed esserlo da subito è bellissimo.
Andare in giro col passeggino non è una condanna o una vergogna (ai tempi del nonno e forse in parte di mio padre, lo era) ma un vanto, un orgoglio, uno status di cui essere solamente fieri ed orgogliosi per una creatura che è amore allo stato puro.

Io sono felicissimo, Rebecca è un dono difficilmente descrivibile e la sua presenza nel nostro nanno non è certo l’usurpazione di spazio personale, ma una golosità forse più mia oltre che un’esigenza sua.

Oggi essere padre “da subito” e non quando il figlio è grande, ti responsabilizza molto di più rispetto a un tempo, ma ti regala una parte di vita (la più bella direi) che chi è stato padre prima di noi non ha vissuto o non in questo modo, in questa fase.
L’antico dualismo “babbo” contro coalizione “mamma-figlio/a” con senso di esclusione/abbandono dello status di RE assoluto, noi non la viviamo più e siamo parte integrante del “pacchetto”.
Un pacchetto che altro che regalo…..è un super pacco con un super regalo! :)
Rebecca è indescrivibile.

Ogni giorno è davvero una gioia nuova.
Rebecca, tu mi sorprendi sempre.
Ieri la mamma mi ha mandato un video in cui ti metti a sedere da sola : incredibile la tua evoluzione costante.
E poi i tuoi “discorsini” i bi-ba ghi-ghe mammammma ti lasciano senza parole perché da essere vivente diventi sempre più “essere umano” e la cosa…mi lascia sempre a bocca aperta : non so se sei più stupita tu dei passi che fai, o io che li vivo sulla tua e mia pelle.

Sta mattina poi sei stata una birichina finita.. ;) ..ho tentato di lasciarti a nanno da sola, alzandomi 4 volte. Tu ogni volta pareva dormissi il sonno più profondo di tutti, ma appena sentivi il mio allontanamento parevi un radar di cui nemmeno la NASA dispone : mi tanavi sempre come a dire “oh, mica pensare io dorma e di andare via senza di me : io dormo se tu stai con me!!! Altrimenti urlo : fai come vuoi” e appena mi riavvicinavo sembrava tu ricadessi nel tuo sonno : cucciola canaglietta.. ;) ..

E’ grazie a voi bimbi che noi “adulti” ci riappropriamo di una fase della nostra vita che non ci è permesso ricordare.
Forse anche per questo ci intenerisce tanto e parliamo sempre di “voi” come se foste creature e “noi” altre…ma voi non siete altro che noi da piccoli. Ma non sappiamo più.
Così come spesso, presi da mille cose e finti problemi, non sappiamo più che ciò che conta veramente è l’unica cosa che ora voi cercate con tanta necessità : il calore umano.

Rebecca, sei il nostro più grande Amore. Ciò che legherà per sempre il tuo babbo e la tua mamma perché fatta di noi due.



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