C'è che ti voglio un gran bene ecco cosa c'è. C'è che mi hai fatto passare 4 anni stupendi assieme mostrandomi cose e facendomi conoscere persone che senza di te non avrei mai avuto occasione di conoscere. Sono stati i 4 anni lavorativi più belli della mia vita professionale perché ho avuto l'onore e il piacere di assaporarli accanto ad un professionista nell'apice del suo percorso professionale, cioè tu. Un perfezionista sempre affamato di nuove sfide idee e progetti cui però non è mai mancato il lato umano e protettivo verso tutto lo staff. Perché se è vero che Fariselli dall'alto del suo grande merito e della sua grande competenza data dall'entrare in modo maniacale in tutti i progetti, può togliere le luci della ribalta ai suoi sottoposti (sempre che loro le si vogliano queste luci), dall'altro lato Fariselli ha ed avrebbe sempre protetto tutto e tutti, prendendosi in prima linea tutte le responsabilità e mettendoci sempre la faccia, lasciando che l'intero suo staff lavorasse bene compatto e sereno mentre lui stava fuori al freddo. Certo, meno possibilità di emergere ma anche molta meno esposizione alla" merda del sole"....perché si sa che più ti avvicini al sole più c'è luce ma più ti puoi bruciare (by Mercuriali.......e ti ho detto tutto!!!). Io ho sbagliato forse ma non posso fare altrimenti. Ho sbagliato ad averti avuto così tanto bene e ad essermi appoggiato così tanto a te. Ho sbagliato forse ma non chiedetemi di provare altri sentimenti ora. Sarebbe come rinnegare me stesso. Ho sbagliato ad appoggiarmi così tanto a te a non litigare per ritagliarmi uno spazio ancora più forte già prima, per sentirmi meno solo ora, ho sbagliato ad affezionarmi così tanto prima per sentire la tua mancanza così irreale già adesso. Sbaglio. Perché metto sempre il cuore davanti a tutto dove altri mettono solo il proprio interesse o la propria smania di protagonismo. Però io sono fatto così. "Avevo" un capo che stimo tantissimo, per il quale stimo pure il motivo etico per cui se ne va, lo stimo infinitamente per pensare ad un problema ed avere già almeno tre soluzioni, per essere un visionario in grado di prevedere prima ciò che servirà poi, ma soprattutto "avevo" un capo che mi ha fatto assaporare la differenza tra chi sa e chi non sa, una persona che oltre ad essere tra i migliori professionisti mai visti, è un uomo dal cuore d'oro che ha ed avrebbe sempre avuto più di un pensiero, una coperta ed un piatto caldo per tutti. Un capo da cui ti sentivi comunque sempre protetto. E lo so io, lo sa la Giulia, lo sa la Carla (che sarebbe stata meno sconvolta per le dimissioni di Vacchi rispetto alle tue....non si riprende mica sai?), lo sa il Traldi come il Cavanna per non dire il Teone (affezionatissimo), ma lo sa persino la Monica Messori che dopo un inizio difficile ora "guai mai Fariselli". Un capo per cui io ho cambiato lavoro comprando una macchina nuova e mettendo in gioco anche la mia vita, passando cioè da tante misere certezze ad una stimolante ma pur sempre "folle", sfida. Un capo per il quale io sarei andato in guerra senza chiedermi troppo se ce l'avremmo fatta perché ogni battaglia al suo fianco valeva la pena di essere combattuta. Ed io avrei combattuto al suo fianco fino alla fine perché lui è "un giusto, un bravo ed un buono". Sempre al tuo fianco.
Molti già ti rimpiangono ora ma io ti rimpiangevo già molto prima di loro. Perché non avevo bisogno di capire ora il valore della tua perdita poi. Per questo ora chiedo solo di non pretendere da me che io viva "felicemente" questo momento. So perfettamente che ogni cambiamento (se gestito decentemente) può portare a vivere inaspettate opportunità e ti voglio tranquillizzare dicendoti che non ho paura del lavoro in sè e nemmeno delle cose che non so (che mi stimolano) o delle persone con cui dovrò relazionarmi perché se un plus mi riconosco, è proprio l'avere a che fare con la gente ciò che più mi "stimola".
Però quello che dico è che NON MI SI PUÒ CHIEDERE DI ESSERE FELICE del fatto che tu te ne vada o considerare questo passaggio una fase inevitabile per cui darsi una ragione. Certo la ragione te la fai per forza, ma il dolore della perdita resta. Ma resta perché io non avevo chiesto altro, io con te ci lavoravo non bene, benissimo, quindi non chiedevo molto altro... :// ...a tal proposito sorrido se penso che della baracca l'unico che pareva "certo" della propria posizione ero proprio io che ben poco chiedevo al mondo Ima (in termini di protagonismo) mentre le incerte (Monica acquisita Corazza poteva finire a casa si trova ad essere marketing manager dell'universo, la Gianchi non certo un esempio di incessante laboriosità si trova a fare il suo lavorino attaccata a casa e senza rompi maroni o conflitti intestinali, la Giulia -la più brava del mondo sia chiaro- eternamente "rimandata" finita nell'ufficio migliorare del mondo, io che non chiedevo un cazzo se non continuare a a lavorare con te magari a Ozzano, mi ritrovo a dover litigare "una poltrona" con Bosi (che ne frattempo si è inimicato con tutti) quando non ho mai chiesto nulla di questo tipo o cercato una scalata sulla testa di qualcuno. Diciamo che lo scenario è quantomeno.....singolare.
So bene che quando mi prendi da parte e mi "sgridi" dicendomi di tirar fuori le palle, non lo fai per sgridarmi o riprendermi ma solo per spronarmi e mettermi in guardia. Ma io ti ripeto, stai tranquillo, non mi spaventa il lavoro e nemmeno la posizione. Però il poter esser messo nelle condizioni di poter operare nel migliore dei modi (senza musoni, interferenze, ecc.) si, questo ancora più ora che prima, resta un requisito fondamentale e se una persona sola può cambiare l'intero assetto di un ufficio, bisogna prenderne realisticamente atto (questo è il mio punto di vista).
Sappi solo che se in Cefla credevo di aver conosciuto un capo in gamba (che poi ho seguito dopo....), in Ima ho (ri)trovato un fenomeno, forse nel miglior momento della sua carriera, ma di certo nel suo (humus) ambiente ideale (Industries time...) per metterlo nelle condizioni di fare delle cose incredibili (videowall, Bedita, ecc.).
Ti ringrazio per tutto quello che stai facendo per chi resterà (E NON È una cosa da poco...) : da questo si evince quel mix di bravura, terra e cuore che hai.
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