CIo Amo mio padre. Da sempre. Era una figura mitica quando io ero piccolo e lo è ora pur avendone negli anni cambiato prospettiva o angolo di visuale.
Amo mio padre perché ha un cuore infinito. Per un'idea, un amico, uno sconosciuto bisognoso si farebbe in quattro senza badare a spese.
Tuttavia è raro vedergli trasparire un'emozione profonda, una commozione palese. E per questo, quando ciò accade, per me la cosa rimbomba, echeggia a lungo ed anche un piccolo suo gesto, ha un suono assordante.
Oggi, dopo forse mai, al funerale di Dado ho visto due lacrime profonde solcare il suo viso. Non lo vidi piangere quando nel lontano '84 morì mio nonno (suo papà anche se non significa ovviamente non lo abbia fatto lontano da me, ovvio), non lo vidi piangere alla notizia della scomparsa di mia nonna (sua mamma) quando eravamo in Messico (stessa considerazione di cui sopra).
Ma oggi sul suo viso, a lui, che di lacrime non ne "spreca", gli ho visto due lacrime nitide come nitido e profondo era il sentimento che stava provando.
Vedere un genitore soffrire credo sia una delle cose più atroci che un figlio possa vedere. E sono certo che Dado stesse pensando lo stesso vedendo i suoi genitori questa mattina.
Dado. Per quanta gente oggi possa venirti a salutare (e stanne certo, sarà tantissima...) non saremo mai abbastanza. Sei stato una figura mitica e mitologica, una persona migliore addirittura del personaggio stesso che tutti ricorderanno per sempre.
Non so se in cielo vi sia una stella in poi oggi. Di certo ne abbiamo persa una enorme qua.
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