Anche con chi non è juventino condivido la gioia con chi ha intellighenzia equilibrio e senso critico. Ieri sera è stato "apoteosico". Perché non stiamo parlando di un 6 a 0 facile, ma stiamo parlando di una squadra che dopo 5 logoranti anni ha ancora voglia di stupire e di una società che dopo aver smantellato un impianto con cessioni eccellenti dimostra la forza delle idee chiare giuste e probabilmente ancora vincenti. Si, perché anche non dovessimo vincere lo scudetto, la scommessa è vinta comunque anche quest'anno. Perché stravolgere una rosa ed essere ancora lì dopo una partenza shockante, è tanta, tantissima roba. Non so come abbiano fatto sti ragazzi ad infilarci 15 vittorie di fila e lo dico mentre guardo (con piacere...) l'Inter farsi raggiungere prima e superare poi (questi che parevano i nuovi campioni del mondo ad inizio campionato). Il Napoli mi faceva paura. Come nessuna prima sono sincero. Perché dopo tanti anni noi eravamo dietro. Loro venivano a Torino con l'intenzione di vincere la gara ed imporre le loro certezze per andare in fuga. Loro stavano meglio, erano in formazione e condizione top, noi acciaccati con tante defezioni illustri, molti recuperi forzati (vedi Khedira), molti impegni sulle gambe (coppa Italia) ed un recupero massacrante di punti che comunque si fa sentire sulle gambe e sulla testa. Era molto difficile. Eppure anche in una situazione simile questa squadra trova sempre quel qualcosa in più che sia un recupero prodigioso di un difensore (Bonucci su Higuain), un miracolo del portiere (Buffon), una giocata improvvisa di chi è appena entrato (Zaza) che vanno ad impreziosire un complesso un gruppo che sa sempre stare unito e soprattutto soffrire. Per noi questa vittoria vale ben più di un punticino" sopra". Ci ridà la consapevolezza e quella certezza di essere ancora "noi" che fino a quando stai dietro, non hai.
Ora si "riparte".
Da un Bologna in salute tutt'altro che facile (la città è in fermento un anno prima per questo match...) e poi il Bayern, sfida pressoché impossibile ma con cui abbiamo l'obbligo di confrontarci all'altezza della situazione. In una notte, anzi due, da campioni.
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