Lo spirito giusto...

Questa è ed è stata fino ad ora un'esperienza. Imprevista, imprevedibile, di certo non cercata e voluta. Ma come tutte le esperienze, lasciano "materiale" di discussione per certi versi drammatico per altri affascinante.
Partiamo dalla fine : mi operano. Domani mi asporteranno la cistifellea. L'intervento verrà eseguito (se tutto andrà bene) in laparoscopia. Il Dott. F. non ha mai avuto un solo dubbio sulla decisione di farmi fare l'intervento mentre io ne ho tantissimi. Anzi, io ad oggi non mi farei operare. È passato un sacco di tempo dall'estate scorsa e forse questo ha giovato più ai miei dubbi che alle mie certezze. Perché ora sto benissimo, vanno bene gli esami e tutto il resto e dunque mi chiedo "ma siamo proprio sicuri sia necessario l'intervento?".
Ho sentito tante "campane", interpellato varie scuole di pensiero e sostanzialmente lo spirito con cui si opta per l'intervento è "con quello che hai avuto, chi può garantire e soprattutto chi può permettersi di farti rischiare il ripetersi di quanto hai avuto questa estate con conseguenze fatali? Non lo può fare nessuno, nemmeno tu" ...nonostante le incognite siano comunque importanti. Perché "pare via siano segni di una causa derivante da calcoli biliari o colicisti" ma sono segni di un probabile passaggio, non vi è una certezza assoluta e tantomeno, forse, di calcoli attualmente presenti. Cosa sia realmente successo questa estate non lo sa nessuno con certezza insomma. Nemmeno L'ecografia endoscopica lo ha chiarito così bene e così tanto. E qui i primi dubbi. La seconda enorme perplessità me la fornisce la totale chiusura mentale verso ipotesi che non siano scientificamente dimostrabili. Nessuno ha valutato la possibilità di una sintomatologia psicosomatica. Siamo tutti pronti ad accettare che una dermatite sia causata da stress ma di fronte ad una pancreatite di dubbia origine, tiriamo su un muro enorme ed escludiamo che la psiche possa aver giocato un ruolo fondamentale. Si cerca sempre una causa "meccanica" all'effetto ottenuto, si cerca un "causa-effetto" ma per le patologie di origine incerta non si prende in considerazione l'importanza del potere della nostra mente sulle conseguenze del nostro fisico. Ed è incredibile quanto la medicina convenzionale ed unica riconosciuta in questo lembo di terra, escluda in modo così ostinato la possibilità di considerare l'essere umano come un tutt'uno, un insieme di elementi che partono dall'ultima unghia del piede fino ad arrivare alla punta dei capelli. Voglio dire : un male ai denti potrebbe avere origine o essere curato premendo un dito ed invece si va solo dal dentista. Così come un callo o la formazione stessa di un calcolo. Né si dà o cerca spiegazione che non sia strettamente da "protocollo". Non di indaga mai sulla complessità di concause che posso avere portato a quel fenomeno. Ho esami, tac e risonanze perfette. Ma mi opererò. Perché sebbene in tanti la pensino come me, non c'è un'alternativa medicale così forte nella nostra società da permetterci di prendere in considerazione un'alternativa che non possa gravare ovviamente sulla nostra totale responsabilità. Cioè : oggi se io decidessi di dire NON MI OPERO e domani mi capitasse un altro episodio per giunta fatale, io per un intervento (dicono) banale AVREI DECISO di compromettermi la vita : "te la senti di rischiare?" È ovvio che con una moglie ed una figlia la risposta frutto del buon senso è : "non posso permettermi il lusso di avere un rimpianto simile", quindi andrò sotto i ferri. MA ciò è ben lontano dal farsi operare convinti di aver individuato cause del problema e di andarlo a risolvere realmente. Perché se poi la causa non fosse o non fosse solo "meccanica" ma mentale, se il corpo materializzasse e sfogasse un disagio emotivo, quello che oggi è si è localizzato nella cistifellea, domani si butta da un'altra parte quindi......non avrei risolto nulla. Di contro però la pancreatite c'è stata.....e non si può far finta di nulla o insabbiarla :speriamo solo che questa, sai la cosa giusta da fare.....



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