Oggi conosco un tizio qui in spiaggia a Gabicce. Veramente un bel tipo. Socievole, solare, educato. Scambiamo qualche chiacchera, entriamo presto in confidenza e mi racconta un po' della sua vita, dei suoi progetti per il futuro, di quello che ha passato invece prima per essere ciò che è ora. Mi parla della sua famiglia, di quanto fosse destinato a diventare un bad boy ma di quanto sia riuscito ad accorgersi in tempo di quanto fosse importante cambiare rotta. Mi parla dei suoi genitori separati e di quanto il nonno tuttofare gli abbia insegnato a fare di tutto e a fare da solo nella vita.
Ha un fisico atletico e gli chiedo che sport faccia. Mi risponde di avere fatto nuoto per anni ma che attualmente fa "le solite cose". Io gli chiedo "ma tipo?". Lui : "vado un po' a correre, faccio flessioni, un pò di pesi, allunghi, trazioni alle sbarre, tricipiti.....insomma niente di chè". Già. Niente di chè. Chi non fa questo "niente di chè tutti i giorni?" penso io. Quello che fa lui in un giorno io forse lo faccio in un anno.
Ci presentiamo.
Lui si chiama Alessandro.
Ha 9 anni. E sul "salta salta" su cui sta per salire Rebecca, è davvero un fenomeno con quelle acrobazie. Mostra una maturità spaventosa ed una vita che emoziona attraverso le sue parole. Io mi rivedo alla sua età e penso che a 9 anni forse la cosa più emozionante che facevo era cercare il ripieno di cioccolata all'interno dei Buondì Motta e immergere le crostatine del Mulino Bianco nel the a colazione. Attività che tra l'altro non ho ancora smesso di fare. Queste nuove generazioni ti lasciano senza parole.


















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