Perchè tecnicamente loro sono individualità fortissime in fase offensiva ma con limiti difensivi laddove invece noi siamo straordinari.
Perchè come dice un giornalista del quale condivido il pensiero "molte squadre, europee e italiane quali Roma e Napoli, hanno attacchi forti, fortissimi, ma poi in difesa non è così ed è lì che si costruiscono le fortune : nessuno in questo è come la Juve".
E poi c'è un motivo che va oltre. Va oltre l'aspetto tecnico e si entra nell'umano e nel "mistico".
Perchè per "loro" giocare una finale del genere è "la norma".
La giocheranno con consapevolezza, la giocheranno per vincere perchè quello è da sempre il loro destino (si basti vedere la loro bacheca dei trofei) con l'abitudine a vivere questo tipo di situazioni ma proprio questo aspetto che può essere un grande grandissimo pregio, rappresenterà per noi, la grossa differenza.
Perchè noi la giocheremo non come UNA finale, ma come LA finale.
La NOSTRA finale. Quella che tutto il popolo juventino aspetta, quella dove la consapevolezza della propria forza finalmente acquisita, si unisce alla voglia che c'era e che avevamo già in quel di Berlino.
Questa volta mai come prima noi sappiamo che ce la possiamo fare, che ce la dobbiamo fare contro tutto e tutti.
Ed in queste situazioni secondo me nessuna squadra è come quelle italiane in grado di tirare fuori cose straordinarie .unità di intenti, cuore oltre l'ostacolo, qualità dell'essere "gruppo" che altri, anche se fortissimi, non hanno.
Quella "straordinaria disperazione" eloquente in quel commovente monito di Buffon ai tifosi il giorno del "6o scudetto consecutivo" fa capire come la giocheremo, con che "disperazione", quale forza, voglia, tenacia. Uniti come noi nessuno mai.
QUESTO tipo di consapevolezza è stata la chiave di tutto il nostro percorso attuale ed annuale.
E' ciò che mancava, che abbiamo capito subito dopo l'eliminazione dal Bayern lo scorso anno e che ora invece ci ha permesso di essere "l'avversario da evitare" forse come nessuno questo anno.
Come ci eravamo promessi in quella famosa cena, in quegli sguardi, questo era l'appuntamento, la missione concordata.
Io ci credo. Ma non solo. Io sono certo. Ce la faremo per i motivi di cui sopra. E lo sanno, lo vogliono gli dei del pallone. Si va a sensazione. Per me è sempre stato così e mai come questa volta la finale vorrei che fosse domani : troppo tranquillo.
#goodvibration
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