La vita riserva sempre delle sorprese, degli imprevisti cui far fronte.
A volte bellissimi a volte drammatici.
Tante, tantissime volte, ci è dato solo affrontare questi eventi cercando si essere all'altezza della situazione, altre volte invece possiamo determinare, incidere sugli eventi più di quanto gli eventi stessi possano su di noi. In una parola possiamo "determinare" il nostro destino.
Possiamo decidere la storia della nostra vita.
Quella che abbiamo vissuto dal 2010 è stata molto più di una scappatella.
È stata un'autentica e travolgente storia d'amore reciproca tra te, una squadra, una società ed un popolo intero, quello bianconero di cui prima hai cominciato a fare parte, poi con voglia e determinazione, ne sei diventato icona e rappresentazione vera.
Ricorderò sempre come fosse ieri, quando nell'estate del 2015 rischiai di non essere più qui a causa di una pancreatite acuta. In ospedale a Bressanone mi permisero di uscire per vedere al bar la prima partita della stagione quella che perdemmo 1 a 0 in casa contro l'Udinese.
E sai cosa ricordo di quella partita? Ricordo solo te. Ricordo che nonostante perdessimo la prima di campionato io fino a che avevo il "Bonnie" stavo tranquillo. Fino a che alla Juve c'era gente come il Bonnie che per quella maglia avrebbero dato più di quello che avrei potuto dare io, io ero in pace con me stesso si vincesse o si perdesse.
Ecco.
In pochi istanti pochi gesti e poche parole tu sei riuscito a rovinare tutto.
Tutto un mondo. Un mondo fatto di amore calcistico, di rispetto di certezze.
Ti chiedi ora "se sarai in grado di spostare gli equilibri". Ebbene io ti dico già che lo hai fatto.
Hai spostato il mio equilibrio così come quello di milioni di tifosi che credevano in Leonardo Bonucci ancor prima del calciatore numero 19 della Juventus.
Forse tu non hai capito che per quello che hai detto scritto e fatto nella Juve, eri tutta un'altra cosa rispetto ai Tevez, ai Pogba e compagnia cantando. Loro erano grandi giocatori ma tu eri UNO DI NOI, tu eri UN RIFERIMENTO.
Ed hai scelto. Hai scelto o determinato più o meno direttamente che questo equilibrio si spezzasse per cosa? Per quale motivo? Orgoglio, bisticci? Presunzione? Ambizione?
Qualunque fosse il motivo, era così superiore all'amore che decantavi per noi e per la causa?
Leggo ciò che scrivevi fino a poche settimane fa (esclusa quella lettera glaciale e posticcia sul giornale degna dei baci Perugina) e leggo cosa scrivi oggi "da milanista".
Anche solo per il lasso di tempo passato da quando eri juventino a quando sei diventato rossonero, lascia solo che ti dica che così facendo non sei credibile oggi al nuovo mondo così come hai totalmente perso di credibilità per ciò che scrivevi prima quando eri "con noi".
Hai preso una storia stupenda, l'hai arrotolata non so per quale motivo, l'hai gettata per terra, calpestata ed ora con quello che scrivi addirittura rinnegata.
È come se oltre "al matrimonio finito" tu avessi aggiunto che "non sei nemmeno mai stato sposato prima".
Tra un po' dirai che sei addirittura vergine, me lo aspetto con frasi tipo "mai stato meglio, grazie Milan mio" : attendo anche questa c@g@t@ prima di vomitare una volta per tutte.
Solo un consiglio quindi per chiudere : il silenzio a volte esprime le cose migliori nel modo migliore.
Per farsi rispettare servono gesti e non parole.
Addio da uno che per te vale niente ma sappi che era uno di quelli che anche grazie a te era orgoglioso della maglia che indosso ed indosserò sempre. Uno di quelli che paga per la propria passione, uno di quelli per cui tu sei lì a fare la vita che fai e per cui, credo, ci vuole rispetto.
Andrea
Il tutto quando pochissimi mesi prima...



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