Vero falso X

Cmque lo voglio scrivere una volta per tutte.
E già so che non troverò mai la data esatta in cui risiede questo mio post.

Ma non importa perché difficilmente troverei la pagina su un diario scritto a mano... ;) ....o forse no...

Bè lo scrivo una volta per tutte perché così potrò criticarmi per averlo fatto, scritto, detto, pensato : è bellissimo, è essenziale, è travolgente, ma non si può  dire che avere due bimbe “piccole” da tirare su (cercando di farlo nel migliore dei modi) sia facile, leggero, una passeggiata.
Si dice “bambini piccoli problemi piccoli”....io un po’ la trovo una stronzata.
Ok, se i bimbi stanno bene (e già quello non è un dettaglio) le problematiche che possono darti non sono accostabili a quelle di un adolescente in cerca di identità o di un giovane adulto in cerca di posto nel mondo, di un lavoro, di uno stato e di uno status, di un ragazzo o ragazza in cerca di una famiglia (se la cerca), però ciò non toglie che la FATICA FISICA e la totale devozione MENTALE ED EMOTIVA alla causa siano per certi versi ed in alcuni momenti salienti della giornata, della serata, della settimana, del mese, ecc. siano SMEMBRANTI e ti portano ad implorare la fine di un giornata e, a volte, di una “vacanza” quando paradossalmente il lavoro risulti ben più leggero a confronto del carico presente a casa.
Lo dico senza paura di cui che o sono e di cui che penso.
Essere genitori è il dono più bello che la vita possa fare ad un essere umano ma allo stesso tempo non bisogna avere paura o nascondersi nel dire che la cosa richieda il farsi UN MAZZO ABNORME.
Perché la dipendenza “fisica” che questi bimbi piccoli hanno nei tuoi confronti da un lato ti permette di averli sempre “sotto controllo” ma dall’altro lato la loro richiesta “fisica” nei tuoi confronti è costante, totale e non ti permette veramente di staccare MAI, di mollare la presa, di dire “sai che c’è? Sta sera non ne ho voglia, mi vado a letto” oppure “sta sera proprio non mi va di vedere i sentire nessuno” e via dicendo.
La richiesta della presenza ed il modo in cui essa è richiesta da loro, è totale e provante.

Quindi quando sarò decisamente più vecchio ed affaccendato in altri problemi che le figlie mi daranno, voglio ricordarmi di questo post, rileggerlo e provare a ricordare i momenti in cui “la cacca, il pannolino, la fame, la pipì, la tosse, la febbre, la dermatite, la varicella, i capricci, le piazzate, i nervosi, le sgridate, i pianti disperati, le urla figlie della stanchezza (la loro che però poggia sempre sulla tua...), la titta, il ciuccio, la nanna che non si vuol fare a costo di scoppiare” erano la quotidianità e chiedermi se davvero “fosse veramente meglio allora”...



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