Ieri sera ho pensato a Salvini.
Già. Quando io, Italiano, “provinciale di provincia” nella mia piccola Imola dovevo pagare la sosta del parcheggio per uscire e non avevo spiccioli o banconote di piccola taglia richieste dalla macchinetta.
Era sera, buio, freschino ed ero con mia figlia di 4 anni.
La menata sarebbe stata uscire a piedi con Rebbie, cercare il primo bar vicino, cambiare i soldini, tornare al parcheggio ecc. Fattibilissimo, ma una menata, diciamolo.
Ed invece salgono le scale due ragazzi. Penso “ora chiedo loro se hanno da cambiare per caso”.
Erano indiani.
Con ben poche aspettative in merito, chiedo loro se avessero da ambiare.
Loro rispondono intanto con un italiano perfetto.
Quell’italiano che gli italiani non sanno più parlare e uno dei due mi dice “No. Non ho da cambiare, ma sono entrato gratis perché la sosta non si paga più a quest’ora e se vuoi ti do il mio biglietto per uscire, tanto quando esco io la sbarra è già alzata. Non mi cambia nulla”.
Io lo ringrazio sentendomi quasi in imbarazzo per la richiesta e per la sua disarmante gentilezza. Lui scende nuovamente le scale, va a prendere dalla sua macchinina il biglietto “gratis” torna e me lo da.
Insomma LUI si è comunque sbattuto per me “bisognoso italico in casa”.
I due ragazzi gentilissimi, sorridono salutano e si allontanano.
Solo per dire che gli “stranieri a casa nostra” non sono tutti così ma tanti sono molto, molto meglio di altri autoctoni.
Già. Quando io, Italiano, “provinciale di provincia” nella mia piccola Imola dovevo pagare la sosta del parcheggio per uscire e non avevo spiccioli o banconote di piccola taglia richieste dalla macchinetta.
Era sera, buio, freschino ed ero con mia figlia di 4 anni.
La menata sarebbe stata uscire a piedi con Rebbie, cercare il primo bar vicino, cambiare i soldini, tornare al parcheggio ecc. Fattibilissimo, ma una menata, diciamolo.
Ed invece salgono le scale due ragazzi. Penso “ora chiedo loro se hanno da cambiare per caso”.
Erano indiani.
Con ben poche aspettative in merito, chiedo loro se avessero da ambiare.
Loro rispondono intanto con un italiano perfetto.
Quell’italiano che gli italiani non sanno più parlare e uno dei due mi dice “No. Non ho da cambiare, ma sono entrato gratis perché la sosta non si paga più a quest’ora e se vuoi ti do il mio biglietto per uscire, tanto quando esco io la sbarra è già alzata. Non mi cambia nulla”.
Io lo ringrazio sentendomi quasi in imbarazzo per la richiesta e per la sua disarmante gentilezza. Lui scende nuovamente le scale, va a prendere dalla sua macchinina il biglietto “gratis” torna e me lo da.
Insomma LUI si è comunque sbattuto per me “bisognoso italico in casa”.
I due ragazzi gentilissimi, sorridono salutano e si allontanano.
Solo per dire che gli “stranieri a casa nostra” non sono tutti così ma tanti sono molto, molto meglio di altri autoctoni.
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