Una risposta al Massimo

Ciao Massimo,
Premesso che è un piacere leggerti perché scrivi da Dio, avrei piacere tu leggessi queste mie righe per “chiudere” la “questione Buffon”. Una “questione” che solo un mondo social-mente ipocrita come il nostro, ricco di pretini e verginelle che fanno i santoni ed i puri con ciò che non li riguarda nemmeno di striscio, può rendere tema di discussione.
Buffon forse ha “sbagliato nei toni” accaldati (a mio modo di vedere comprensibilissimi) ma non nella sostanza: ha soltanto detto che mentre due pugili fortissimi se le stavano dando di santa ragione, dando vita ad un secondo round epico ed entusiasmante, l’arbitro fino a quel momento poco più di uno spettatore non pagante, ha tirato fuori una rivoltella e deciso di ammazzare uno dei due decretando di fatto lui (e non i protagonisti) il vincitore del match.
Buffon non è interista, napoletano o Romano: non ha MAI detto che la partita è stata rubata, non ha MAI detto che la Juve avrebbe centrato la semifinale e vinto la UCL, non ha MAI sminuito il valore del Real Madrid come squadra, società o tifosi ANZI, ne ha tessuto le lodi prima durante e dopo la vibrante gara.
Da uomo di sport, ha soltanto detto che era una questione “a due”, un duello tra due sfidanti in perfetta parità che se la stavano giocando fino a quando un episodio, in un momento a dir poco chiave della gara, è stato utilizzato come pretesto.
Pretesto per finirla, indirizzarla senza ritorno.

Ho letto di tutto.
Che dicendo così Buffon avrebbe autorizzato un “nuovo regolamento secondo cui se non vince la Juve non va bene”, che “quando accadono a noi certe cose non vanno giù ma in Italia accade sempre così a nostro favore” e tantissime altre stronzate.
L’enorme differenza sta proprio qui: Buffon a differenza di tutti gli altri beoti non ha affatto sminuito il valore degli avversari (come invece in Italia fanno tutti gli avversari rosicanti della Juve, i quali sanno dire solo una cosa: LA JUVE RUBA. Punto. Puoi vincerne 7 o 160 di fila di scudetti ma per gli altri saranno sempre e solo rubati).
Non ha mai detto che i madrilisti vincono solo così, ANZI, ha detto che la Juve stava facendo una GARA ENORME CONTRO UN ENORME AVVERSARIO, il più grande.
E lo stava mettendo all’angolo. Chiedeva al solito, che fosse soltanto IL CAMPO e le DUE DUELLANTI a decretare il loro destino e non un semi dubbiosissimo episodio che ancora oggi divide tecnici opinionisti ed arbitri.

Lo hanno massacrato perché Buffon faceva appello alla “sensibilità” del fischietto europeo. Bè sapete chi è il primo che ha sempre dichiarato che la bontà di un arbitro sta anche se non proprio nell’avere coscienza e sensibilità nel valutare l’episodio o gli episodi, nel sapersi rapportare coi giocatori umanamente nel contesto e nella gara? Il sig.re COLLINA.

Buffon non ha nemmeno detto che NON ERA RIGORE. Ha soltanto fatto riferimento al fatto che, usando una metafora, lasciando anche che il limite dei 50km/h su strada urbana fosse stato superato di qualche km da un’auto, venisse utilizzata dalla polizia una tolleranza data da un elemento: IL BUON SENSO. Non si trattava di essere passati col rosso e chiedere di chiudere un occhio. Non si trattava di aver investito una persona e chiedere di far finta di niente. Si trattava di applicare una tolleranza più che legittima è legittimata dalla gara stessa.
“Buon senso” che oltre nelle opinioni lette contro una irripetibile leggenda del calcio mondiale apprezzata dal mondo sportivo intero (esclusi i tifosi non juventini, ovvio), è mancato al fischiettino europeo che probabilmente si è trovato a dover prendere una decisione più grande di lui e che si è trovato totalmente inadeguato nell’affrontare “una pesca simile”.

Ho letto da poco che Buffon ribadiva in un’intervista, quanto espresso “a caldo nel post Madrid” chiedendo al massimo di rivedere tono e linguaggio, ma non sostanza delle sue parole.
Ebbene: questo fa di lui un uomo ancora più grande di quanto già fosse, perché coraggioso e coerente col suo pensiero.

A mio avviso tutto questo clamore “Buffon si Buffon no”, è stato al solito ingigantito e strumentalizzato (la “finta” polemica col suo grande ex collega compagno di vita e leggenda Del Piero lascia semplicemente senza parole) e non meritava da parte tua alcun intervento se non di poche lettere.
Con grandissima stima, 
Ilcasoumano 
















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