UN1CO





È che semplicemente con te ho passato i 17 anni più belli della mia vita. Li hai attraversati tutti, uno ad uno ed io li ricordo tutti, al tuo fianco, come fossi stato un amico vicino ed a cui essere stato vicino, sempre.
Ci siamo “trovati” quando ero un giovane ancora senza una collocazione precisa nel mondo ma con tanto entusiasmo, spensieratezza, voglia di vivere, stare con la mia famiglia e i miei amici.
“Vicini e lontani” siamo cresciuti entrambi e “c’eri” quando mi sono prima fidanzato poi sposato con Barbara. E soprattutto “c’eri” quando ho provato la gioia più grande della mia vita con la nascita delle mie due “Coppe del Mondo” Rebecca e Linda. 

Bene: dopo tutto questo, dopo 17 ANNI DI VITA vera, ora mi spiegate come cazzo si fa a pensare che da domani, senza vederti tra i pali a difenderci, “sarà tutto come prima”?

Certo, il calcio come la vita andranno avanti ma emotivamente è finita un’epoca, una lunga stupenda fase della mia vita e di un certo tipo di calcio.
Che non ci sarà più. Che era già finito ma che tu continuavi a portare avanti. Un calcio fatto di persone che sposano una causa, che lo fanno “fino alla fine” veramente, “nella buona come nella cattiva sorte”. Un calcio in cui esiste ancora la parola gratitudine. Quella che hai sempre rispettato in questi irripetibili 17 anni di Juventus. 

Spiace tantissimo sopratutto in questa annata aver letto di tutto, critiche feroci dalla nazionale alle dichiarazioni post Madrid. Solo in Italia si riesce a fare polemica su tutto, massacrando il brutto ed il bello trattandoli come fossero la stessa cosa.

Un campione simile che nel suo ha dato tutto per i colori del suo paese oggi a mio avviso merita pure di non starci e giocarci nemmeno in questa nazione. Almeno per un po’. Fino al giorno in cui tutti quei falsi moralisti detrattori ti santificheranno dopo averti massacrato. Lo fanno sempre, tranquillo. È solo questione di (poco) tempo.

Io posso soltanto dirti eternamente GRAZIE ed avrei voluto farlo abbracciandoti di persona. Grazie per quello che hai detto, per come ci hai difeso in porta e “fuori dalla porta”, lottando sempre contro tutto e tutti, mettendoci la faccia, il cuore, l’anima, sempre.
E grazie perché NESSUNO, nemmeno i più grandi detrattori devono scordarsi di quando all’apice della tua carriera e da campione del mondo scendesti all’inferno della B con noi, senza sapere nulla del futuro, senza garanzie ma volendo più di tutto e più di tutti riportare la NOSTRA SIGNORA dove meritava. Perché? Per soldi? Fama? No: per RICONOSCENZA, verso quella società che ti ha fatto diventare grande, quei colori, quella maglia, quella gente. Che siamo noi. Che al tuo fianco siamo sempre stati e ci siamo sempre sentito sicuri.
Grazie, perché il “Maradona dei portieri”, il “portiere più forte di tutti i tempi” ci ha onorato indossando per ben 17 anni, quel numero “1” sulla schiena. Una roba irripetibile, uno sportivo irripetibile, in campione così juventino irripetibile.

Una storia più bella di questa, di lotta, di vittorie incredibili e sconfitte atroci ma di sport e vita vera, non potevamo scriverla assieme.

Sabato non sarò a Torino e non sai cosa avrei dato per esserci. Ma ieri, oggi o domani non sarò comunque mai abbastanza pronto per vederti andare via.
Quindi “è giusto così” e che tu lo faccia così, come meriti in una “bolgia esaurita” che urlerà il tuo nome.
#UN1CO

Di seguito qualche citazione in rete che ho condiviso e lo struggente saluto tuo e del nostro grandissimo Presidente.
“Tralasciando questa annata logorante, il grazie non è sufficiente per Buffon. C'è solo da inchinarsi di fronte a un giocatore che, al di là dei discorsi sulle bandiere, ha saputo rimanere a questi livelli per 23 anni. A 40 anni si è classificato quarto per il pallone d'oro.“ (Cit.)

“Il desiderio di criticare #Buffon in questo momento dice molto più di voi che di lui. Siete solo un fastidioso ronzio al cospetto di un uomo IMMENSO”. (Cit.)

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