...quando assisto a questa scena: casa, ore14.30 circa. Stanchezza domenicale data dal poco riposo pomeridiano, forse. Capricci, pianti disperati di Rebbie.
Un esserino di poco più di un anno, è di fronte ad una sorella di 3 anni più grande e di cui soltanto lei sa cosa significhi per lei, come la veda, come la senta come la viva ma certamente con un AMORE indescrivibile.
Bè, non importa. Non importa chi sia la più grande o la più piccola. Importa chi stia soffrendo in quel momento.
T, Linda, vedi lei, Rebecca, così "grande" ma così in difficoltà, piangere disperata (per una sciocchezza). Senza che nessuno ti dica nulla ti avvicini a lei e l'abbracci con tutto l'appoggio che le potessi dare. Poi la baci e l'accarezzi col tuo sorriso candido, rassicurante, positivo.
Un calore ed un amore spontaneo da parte di un cucciolo d'essere umano, lasciano veramente col magone e senza parole.
Sono immagini e scene che uno deve vivere, non si può perdere perché a descriverle, forse a rileggerle non sarà mai come essere lì, in quell'attimo.
Anche la Rebbie era stupita. Ha capito e ricambiato il gesto forse capendo che si stava facendo coccolare dalla sorella piccolina...molto più piccola di lei.






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