Carla Masolini

....Barbara mi ha detto che la Rebbie ha chiesto tanto di Nonna Carla. Tanto da commuoversi pur senza averla mai vista.

La sua sensibilità e curiosità sono gemme preziose che le appartengono come una preziosa rarità custodita.
A me ovviamente è spiaciuto tantissimo non avere permesso a lei di conoscere nonna ma mai quanto sia stata “vigliacca” questa patologia che non ha permesso a lei di godersi per qualche anno una nipote come lei e un’altra nipotina come la Linda che sono certo l’avrebbe fatta ridere da morire trovandola di “inarrestabile simpatia”.

Ora spero che ovunque sia andata, ritrovi Nonno e tutta l’essenza che la vita terrena le ha portato via troppo tempo fa.

Finalmente potrà riposare come merita. 

Ti voglio un sacco di bene, come ogni figlio per bene vuole ad un genitore per bene❤️❤️

Sappi solo una cosa: lei per me era ed è stata fondamentale per me e anche per questo ti ringrazio infinitamente per “avermi permesso di starle lontano” senza intaccare in questi anni tutto l’amore e la dignità con cui la ricorderò SEMPRE perché so per certo che non avrei saputo gestire nel lungo periodo questa beffarda patologia in grado di portare le persone ad essere “altro” da loro stesse.

A me resteranno indelebili le sere passate a dormire dai nonni, le carte, i natali da loro con le tagliatelle al ragù e la lotta al mascarpone con zio. I San Remo, Bud spencer e Terence Hill, i solitari a carte, quella casa e quella sensazione di “essere a casa” quando si stava dai nonni. Il mare, la pensione in riviera (il Sombrero), la laurea, la pappa dopo la scuola, i santi sera e le telefonate ai compagni di classe col loro telefono....e tanto tantissimo altro.
 
Tutto l’amore che provava per me, era ricambiato e sentito fino all’ultimo respiro.
La sua immagine di allora indelebile e per nulla scalfita da questi ultimi lunghissimi anni.
Per questo sono ancora una volta io a dirti grazie per avermi protetto.
Perché se era controverso per me, solo tu sai e puoi dire cosa sia stato vederla così per tutto questo tempo.
Tuo Andrea

Cara Dea, grazie del pensiero che mi ha al solito avvolto in un abbraccio dei tuoi, di quelli che ti avvolgono fuori e scaldano dentro.

Purtroppo a differenza di quasi tutte le altre gravi patologie, quella di Nonna Carla è di una “vigliaccheria” notevole perché va a togliere tutto ciò che rende un individuo dignitoso, vivo e rispettabile: la memoria.
Ci si rende conto che senza memoria siamo esseri inutili a noi stessi, incapaci di aggrapparci ad alcun elemento che ci ha condotto fino a ciò che siamo diventati. Senza memoria non esistiamo.
Ed è quello che la mia nonna è stata per troppo tempo: una non vita su questa terra.
Un genitore che non riconce un figlio e che non può conoscere e ricordare un nipote credo sia assurdo per chi lo vive da protagonista ed atroce per chi lo può vivere dall’esterno.
Per me Nonna Carla è stata una colonna impareggiabile fino a che è stata lei ma da tanto, troppo tempo, non si parlava più di quella persona lì.
Spero possa ritrovare ora la sua essenza, ovunque sia e riabbracciare Primo come giusto che sia.
Gze ancora, tvtttb

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